67. Oscar Wilde e l’Estetismo europeo
Oscar Wilde nacque nel 1854 a Dublino e successivamente si trasferì a Londra, dove entrò in contatto con i circoli artistici e i salotti mondani più rinomati della città. Grazie alla sua personalità eccentrica e alle sue abilità di conversatore ammirato, divenne rapidamente uno dei personaggi più discussi e celebri della capitale britannica. Wilde fu un simbolo del nuovo movimento estetico. Nel 1882, venne invitato negli Stati Uniti per tenere un ciclo di conferenze, ma tornò successivamente a Londra, dove contrasse matrimonio.
La svolta tragica nella vita di Wilde avvenne nel 1895, quando fu condannato a due anni di lavori forzati per il suo coinvolgimento in una relazione omosessuale con il giovane lord Alfred Douglas. Questa vicenda segnò profondamente lo scrittore, portandolo all'isolamento e praticamente decretando la fine della sua carriera. In prigione, Wilde scrisse parte del "De Profundis", una lunga lettera indirizzata ad Alfred Douglas, in cui accusava l'amico di essere la causa della sua rovina. La condanna e l'emarginazione sociale furono devastanti per Wilde, che si trovò solo e abbandonato da tutti. Morì nel 1900 a Parigi.
Il ritratto di Dorian Gray: estetismo, edonismo e crisi morale
Dorian Gray, un giovane bellissimo di cui Basil Hallward sta eseguendo il ritratto, desta l'attenzione di Lord Henry Wotton, che gli rivela il senso della bellezza, bene straordinario ma di breve durata, degno quindi di essere intensamente vissuto. Lasciatosi sedurre da queste teorie, Dorian si abbandona, in compagnia di Lord Wotton, alla ricerca dei più sfrenati e capricciosi piaceri; tuttavia, un sortilegio gli permette di poter conservare l'aspetto fisico, mentre si deturpa e invecchia, al posto suo, l'immagine nel ritratto.
Rimproverato duramente da Basil Hallward, Dorian lo uccide; il ritratto assume una sembianza sempre più oscena e Dorian, per far tacere l'atto di accusa della coscienza, lo squarcia con un coltello. A questo punto muore, trasformandosi nel cadavere di un vecchio disgustoso, mentre il ritratto riprende il suo antico splendore, conservando intatta la bellezza di Dorian. L'allegoria sottolinea il potere eterno dell'arte, che trascende le cadute morali e le bassezze della vita. Il ritratto, rappresentante della vera natura di Dorian, conserva la bellezza ideale mentre lui cede all'immoralità. Wilde critica la vanità e l'effimero delle passioni mondane, esaltando la superiorità dell'arte nel catturare e preservare la bellezza intrinseca, al di là delle corruzioni della vita umana.
UN MAESTRO DI EDONISMO (Da “Il ritratto di Dorian Grey”) Nello studio del pittore Basil Hallward, Lord Henry Wotton fa la conoscenza di Dorian Gray e lo affascina con i suoi paradossi immorali. I due decidono di uscire in giardino, dove Lord Henry pronuncia una delle sue massime provocatorie: «Nulla esiste che possa guarire l'anima se non i sensi, e non c'è nulla che possa guarire i sensi, se non lo spirito». Questa frase vuole dire che secondo lui, per sentirsi bene dentro (guarire l'anima), è importante vivere esperienze che coinvolgono i sensi, come vedere cose belle o gustare cibi deliziosi. Ma, per apprezzare davvero queste esperienze, bisogna avere uno spirito aperto e interessato. Quindi, secondo Lord Henry, mente e corpo sono collegati: i sensi ci fanno sentire bene, ma solo se la nostra mente è coinvolta possiamo davvero godere appieno di queste esperienze.
Questa frase incarna uno dei principi fondamentali dell'estetismo decadente, una corrente di pensiero che esalta il valore supremo della "bellezza". Per Lord Henry, la bellezza è considerata la manifestazione del genio, addirittura superiore al genio stesso. Egli sostiene che la bellezza non può essere contestata; regna per un diritto divino e coloro che la possiedono diventano principi. Il discorso di Lord Henry è costruito in modo aforistico e paradossale, ribaltando luoghi comuni e provocando riflessioni profonde. Ad esempio, quando afferma che la bellezza "non è superficiale quanto il pensiero" o che "solo la gente mediocre non giudica dalle apparenze", trasmette concetti che sfidano le convenzioni sociali.
Il tema della bellezza si collega direttamente a quello della giovinezza, un breve periodo che, diversamente dalla ciclicità della natura, non ritorna mai. Il "nuovo edonismo" proposto da Lord Henry sottolinea l'importanza di vivere intensamente questa stagione effimera. Tuttavia, questa esaltazione del piacere è strettamente connessa alla corruzione della decadenza. Nella scena, si crea un'atmosfera di seduzione e iniziazione diabolica, in cui Lord Henry emerge come un maestro cinico e immorale. Il suo ruolo consiste nel spingere Dorian sulla via del vizio e della perdizione, facendone al contempo il suo discepolo e la sua vittima. Questo cambio di significato rappresenta il nucleo di un edonismo distorto, dove il piacere è legato a comportamenti corrotti e decadenti.
Per ripassare: ricostruire il rapporto tra contesto, poetica e scelte formali; poi collegare almeno due opere o testi ai nuclei fondamentali indicati all’inizio del capitolo.