65. L’Estetismo
Estetismo
L’estetismo rientra sempre nella corrente del decadentismo ed è contemporaneo al simbolismo. Si fonda sul culto del bello come principio regolatore della vita. Gli esteti considerano il bello come un valore superiore, elevandolo al di sopra dei principi morali. La bellezza si trova nell'arte, ma non è accessibile a tutti; solo gli artisti, tra cui scrittori, poeti e musicisti, possiedono la dote di percepirla. Per gli artisti, il bello diventa un culto, e si considerano dei veggenti in grado di penetrare dove l'uomo comune non può arrivare.
L'arte assume quindi la dimensione di un bene supremo, quasi una divinità. L’artista è colui che fa della propria vita un’opera d’arte. Cerca di circondarsi di oggetti preziosi e raffinati, mostrando disprezzo per la volgarità e la mediocrità della gente comune. Il culto del bello può essere spinto all'eccesso, talvolta sfociando in perversioni. Questo approccio estetico riguarda anche la forma, in particolare nella scrittura. Gli scrittori esteti utilizzano un linguaggio curato e raffinato, talvolta aulico, con un registro elevato. Il suono delle parole deve evocare determinate emozioni e sensazioni.
Tra i principali esponenti dell'Estetismo, ricordiamo Oscar Wilde e l'italiano Gabriele D’Annunzio.