86. Elio Vittorini e Conversazione in Sicilia
Conversazione in Sicilia Il libro è ambientato in una Sicilia che, secondo una nota apposta dallo scrittore per sviare i sospetti della censura fascista, è un luogo emblematico, universale. In verità è la sua isola, con la miseria, la violenza e l’umiliazione sofferta di continuo, con i morti nelle guerre in cui la trascina il Regime fascista. E la realtà descritta è paradigma dell’umanità offesa, del dolore del mondo. Ma i suoi furori sono astratti: Vittorini crede il genere umano perduto e non ha febbre di fare qualcosa in contrario: giace nella non-speranza, nella disperazione.
È la condizione di molti intellettuali: il risentimento morale contro l’oppressione della dittatura non basta per agire nel concreto. È un’inerzia di tutto il Paese che rende astratti i furori del singolo. La trasfigurazione di ogni connotazione storica o realistica comporta la realizzazione di una pagina alla quale l’insistenza sul valore fonico della parola, l’uso di un linguaggio poetico conferiscono un’aura di suggestione, quell’aura poetica amata dai solariani.