33. La prosa del Seicento: meraviglia, metafora e nuovi modelli espressivi
La prosa barocca ha gli stessi connotati, in generale, della poesia barocca, marinistica. C’è la ricerca della meraviglia, il virtuosismo tecnico, lo stile metaforico e ricco di arguzia, concettismo, giochi ingegnosi. Ci sono, però, anche testi migliori: la prosa elegante e più misurata di Daniele Bartoli e la chiara potenza intellettuale di Paolo Sarpi. Daniele Bartoli. Secondo Croce è il Marino della prosa. A quindici anni entra nell’ordine dei Gesuiti. Storia della Compagnia di Gesù È la sua creazione di maggior impegno, intesa a celebrarne l’ardore missionario. Tuttavia, la critica moderna mostra maggior interesse per le sue opere minori.
L’Uomo di Lettere È un acuto trattato sull’oratoria, ove propugna un’arte volta a finalità morali La Ricreazione del Savio È un inno di lode e di ringraziamento a Dio per la mirabile ed armonica bellezza del creato. La prosa di Bartoli per un certo tempo è svalutata come tipico prodotto dell’ingegnosità barocca, appariscente ma intimamente frigida. La critica recente, invece, lo rivaluta non solo come stilista raffinato, autore di una prosa prodigiosa per la ricchezza sintattica e l’accurata scelta della parola eletta e pregnante, ma come scrittore vero, capace di vivere intimamente quella meraviglia commossa di fronte alla stupenda grandiosità dell’universo che riesce ad esprimere con viva sensibilità cromatica ed acustica in molte sue pagine.