L’IMPERIALISMO
L’Ottocento è il secolo dell’imperialismo cioè della conquista totale di un territorio meno sviluppato da parte degli stati più forti. Gli stati più forti sono gli stati europei, gli Stati Uniti, la Russia. Conquistano l’Africa e il sud est asiatico. L’imperialismo si differenzia dal colonialismo dei secoli precedenti perché è molto più invasivo. Il colonialismo era un controllo economico del territorio. Nell’imperialismo c’è un controllo economico, politico e militare. La madre patria decide l’economia della zona sfruttata. Stabilisce cosa piantare e sono tutte monocolture. Sfrutta le risorse minerarie, la manodopera a basso costo e costringe questi paesi ad acquistare i prodotti finiti dalla madre patria.
Il colonialismo era stato attuato sopratutto dalla Spagna e Portogallo mentre l’imperialismo da Inghilterra, Francia e Russia.
L’imperialismo va dagli anni 70 dell’800 alla Prima Guerra Mondiale e si basa sull’idea tipica dei nazionalisti della superiorità della razza. Questa idea nasce erroneamente dagli studi di Darwin sull’evoluzione della specie: gli individui che meglio si adattano alla natura sono i più forti.
Anche Italia, Germania e Belgio verso la fine dell’800 intrapresero l’imperialismo. Il più grande impero fu quello inglese il quale divise i territori conquistati in zone relativamente autonome (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa) chiamate dominion e colonie di sfruttamento come India, Egitto…
L’Italia conquista a fine 800 Eritrea e Somalia, nel 1912-13 la Libia e nel 1935 l’Etiopia.
