CRISTOFORO COLOMBO
Cristoforo Colombo è un navigatore genovese ma viaggiò per conto della Spagna. Cristoforo Colombo è convinto che la terra sia rotonda e quindi vuole raggiungere le Indie viaggiando da Est verso Ovest, è un viaggio lungo però e ha bisogno di essere finanziato, quindi si rivolge alla Spagna perché era uno degli stati che aveva interesse in questa scoperta, i due regni più importanti erano Castilla e Aragona, Colombo si rivolge a Isabella di Castiglia che concesse le navi con in cambio la promessa che le ricchezze che andava a trovare e le terre nuove trovate sarebbero andate alla regina. La regina accetta e li concede le tre caravelle: Nina, Pinta e Santamaria.
Cristoforo Colombo però compì un grosso errore di calcolo. Calcola male la circonferenza della terra.
Partì da Palos il 3 agosto del 1492 ma quasi subito ci fu un’avaria in una delle tre navi e dovette fermarsi circa un mese. Lui contava fosse corto e non aveva portato abbastanza viveri, quindi i marinari minacciano l’ammutinamento, ma essendoci pochi viveri continuano all’estremo e il 12 ottobre 1492 avvistano terra e Cristoforo Colombo chiamò l’isola San Salvador. Cristoforo Colombo è convinto di essere arrivato in India ma non trova il riso, le spezie, l’oro. Tornerà in Spagna con poche cose, poco oro, qualche schiavo e qualche animale (Pappagallo).
(1506) La regina, Isabella di Castiglia, è soddisfatta di questo viaggio anche se non porta niente di valore, e permette di fare un secondo viaggio molto più consistente, con 17 navi, piene di colonizzatori che partono con sementi e animali. Cristoforo parte per questo secondo viaggio ed arriva ad Haiti e non riporta grandi ricchezze. Per questo fu accusato di essersi tenuto le risorse e imprigionato. Dimostrò di essere innocente e partì per un’altro viaggio. In realtà, nel 1500, Amerigo Vespucci giunse in questa nuova terra ma dice che non era l’India e la rinominò America.
Nel frattempo muore la regina Isabella. Colombo fu di nuovo accusato di essersi appropriato delle ricchezze senza consegnarle alla corona di Spagna.
Alla fine muore triste, solo e povero.
Con questi viaggi iniziò la colonizzazione delle Americhe. Tanti altri partirono per colonizzare l’America centrale.
Inizialmente nel 1500 in America centrale si coltivava sopratutto la canna da zucchero. Queste grandi piantagioni erano coltivati da indigeni, gli Indios. La maggior parte degli Indios furono uccisi dai conquistadores, erano in situazioni difficili quindi morirono di stenti, non avendo gli anticorpi adatti morivano decimati dalle malattie dei bianchi. Gli europei erano più abituati ad avere malattie diverse, quindi hanno una vasta gamma di anticorpi, invece gli Indios erano popolazioni più piccole e non avevano molti contatti con l’esterno. Gli europei però, c’è da dire, che importano dall’America centro meridionale la Sifilide, una malattia sessualmente trasmissibile.
Le popolazioni furono decimate e, per lavorare nelle piantagioni, iniziò la tratta degli schivi, il triangolo commerciale: che parte dalle coste atlantiche dell’Europa con delle cianfrusaglie (braccialetti, collane, stoffe…) e armi da fuoco. Gli europei si fermavano nelle coste dell’Africa e si accordavano con dei capi tribù che in cambio di queste cinfrusaglie e armi da fuoco, organizzavano le retate per catturare i neri. Catturavano uomini e donne giovani. Queste navi si chiamavano negriere, e in queste navi venivano trattati malissimo. Venivano messi su dei ripiani legati stesi. Incatenati venivano fatti uscire una volta al giorno. Una volta arrivati in America gli venivano venduti al mercato e valevano tanto.
Si guadagnava tanto fare il negriero però avevano tanti rischi.
Nel Sud America i coloni erano spagnoli e portoghesi i primi ad arrivare si chiamavano conquistadores, persone senza scrupoli che sterminavano le popolazioni se non si arrendevano, utilizzavano armi da fuoco e portavano anche il cavallo. Una volta conquistata la zona questi territori ufficialmente appartenevano alla madre patria e dovevano mandare parte delle ricchezze sotto forma di tasse e seguire le leggi della madre patria.
I territori conquistati erano divisi in encomienda, un gruppo di villaggi sotto la guida di un’europeo. All’inizio seguivano le leggi della madre patria, poi iniziarono a farsene loro. Fu imposta la cristianizzazione forzata.