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Storia

Dal Medioevo al mondo contemporaneo.

Un percorso cronologico dai Normanni e dai comuni medievali alle rivoluzioni, alle guerre mondiali, alla Guerra fredda e alla nascita dell’Unione europea.

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FEDERICO BARBAROSSA

Nel 1152 fu eletto imperatore dell'impero Federico I di Svevia detto Federico

Barbarossa. Dopo l’anno 1000 in Germania il titolo d'imperatore non era più ereditario ma i feudatari più importanti decidevano.

Federico era della famiglia degli Svevia e la mamma era dei Baviera. Quindi essendo figlio delle due casate più importanti diventerà importantissimo in Germania. I comuni italiani non lo riconoscono. Lui invece vuole imporsi anche nei comuni italiani. Quindi 2 anni dopo le elezioni decide di scendere in Italia. Per 2 motivi:

  • Motivo Ufficiale: farsi incoronare anche del Papa.
  • Secondo motivo: è che vuole attaccare alcuni comuni che si stano ingrandendo troppo e li sconfigge. (Es. Tortona, vicino MI)

Tuttavia gli altri comuni italiani continuano a operare in maniera autonoma e quindi Barbarossa decide di scendere una seconda volta per conquistarli.

Scende in Italia e convoca la “Dieta (=assemblea a cui partecipano tutti i principi e vescovi) di Roncaglia” dove ribadisce la sua autorità richiedendo tutte le tasse (=le regalie) di ogni tipo (non solo le tasse sul reddito ma anche i pedaggi ecc.). Roncaglia si trova vicino a Piacenza.

Inoltre dire che lui è più importate del Papa proprio perché il suo potere gli veniva conferito direttamente da Dio. Il Papa lo scomunica e si allea con i comuni che andavano contro l'imperatore (i Guelfi).

Federico scende una terza volta e prima attacca i comuni Guelfi rade al suolo ad esempio Milano, poi si sposta e attacca il Papa che fu costretto a scappare.

A questo punto tutti comuni avevano paura di Federico e si alleano creando due leghe: la lega veronese e la lega lombarda.

Scende per la quarta volta in Italia e li attacca nuovamente. Ma stavolta non erano più singoli i comuni ma erano alleati. Insieme sconfiggono Federico nella battaglia di Legnano

che era costato tanto infatti i principi tedeschi non volevano che restasse imperatore.

Quindi Federico fa un patto con il Papa così torna a Roma.

I comuni e Federico nel 1183 firmano la pace di Costanza che prevede che i comuni formalmente appartengono all’impero ma potevano tenersi le regalie.

LA CHIESA NEL BASSO MEDIOEVO (pag. 66)

Gesù è vissuto 33 anni. Dopo la sua morte i suoi discepoli hanno diffuso il cristianesimo. Pietro e Paolo erano tra i principali apostoli e missionari che contribuirono alla diffusione della nuova fede.

Nel cristianesimo venivano aiutati i ceti bassi, mentre i ricchi facevano elemosina per ottenere la vita eterna (ultraterrena).

La parola prete deriva da presbitero (che indicava il più anziano del gruppo di preghiera). Successivamente nacquero i vescovi (III secolo), che erano più importanti dei presbiteri. Tra i vescovi, uno divenne papa.

I cristiani, nati nel I secolo d.C. durante l’Impero Romano, aumentarono sempre di più e sentirono il bisogno di una guida: i preti, che inizialmente potevano sposarsi (erano semplicemente gli anziani del gruppo); poi si sviluppò la figura dei vescovi. Il vescovo di Roma divenne papa.

La Chiesa iniziò ad arricchirsi sempre di più grazie alle donazioni (spesso eredità lasciate dalle persone) e all’elemosina. Dopo il crollo dell’Impero Romano, i vescovi rimasero le uniche autorità presenti nelle città: per questo ottennero molti poteri (sia giudiziari che religiosi) e si arricchirono ulteriormente.

Dopo l’anno 1000 la ricchezza della Chiesa aumentò ancora grazie alla decima (un’imposta pari a 1/10 del guadagno). Chi si arricchiva maggiormente?

i vescovi

i cardinali

i sacerdoti più importanti

Essendo molto ricchi, molti di loro non si sottomettevano più al papa e non si interessavano più delle questioni religiose.

Il clero si macchiò di tre peccati gravi:

  • Simonia = vendita delle cariche ecclesiastiche più importanti.
  • Nicolaismo = ecclesiastici che avevano mogli.
  • Nepotismo = papi o vescovi che lasciavano i beni della Chiesa in eredità ai propri “nipoti” (che in realtà erano spesso i figli non riconosciuti).

Nel corso del Medioevo molti cristiani desiderarono un ritorno alla Chiesa delle origini. Nacquero così numerosi movimenti pauperistici, che predicavano la povertà.

Nell’XI secolo fu eletto papa Gregorio VII, il quale volle riformare la Chiesa e si scontrò con l’imperatore nella famosa lotta per le investiture.

Durante il feudalesimo, il re o l’imperatore affidava i feudi ai vassalli, che potevano diventare conti o marchesi. Con due documenti, il Capitolare di Quierzy e la Constitutio de feudis, i feudi divennero ereditari. Verso l’anno 1000, poiché anche i feudi più piccoli erano ormai ereditari, il re decise di affidare i feudi ai vescovi, così che, non avendo eredi, le terre tornassero al re. Nacque così la figura del vescovo-conte.

Papa Gregorio VII affermò che non era giusto che i vescovi fossero più attratti dai soldi che dalla religione, e quindi annullò tutte le investiture (cioè le cariche) dei vescovi conferite dal re.

Questo avvenne nel 1075. Nello stesso anno il papa emanò un documento chiamato Dictatus Papae, nel quale affermava che il papa è superiore all’imperatore sia nel potere spirituale sia in quello temporale (cioè politico e terreno). In questo documento il papa stabiliva di poter deporre l’imperatore.

Successivamente Gregorio VII scomunicò Enrico IV. L’imperatore temette questa scomunica perché, a causa di essa, i sudditi avrebbero potuto non riconoscerlo più come sovrano. Decise quindi di umiliarsi e di chiedere perdono.

Nel gennaio del 1077, Enrico IV si recò dal papa, che in quel momento si trovava a Canossa (in Emilia-Romagna). Gregorio VII però lo fece attendere tre giorni e tre notti in ginocchio sulla neve prima di riceverlo. Alla fine lo perdonò, ritirando la scomunica, e si instaurò una tregua.

La lotta per le investiture proseguì fino al 1122, anno del Concordato di Worms, con cui si stabilì definitivamente che:

in Germania, prima l’imperatore sceglieva il conte e poi il papa lo nominava vescovo;

in Italia, invece, prima il papa nominava i vescovi e poi l’imperatore concedeva loro i feudi e li nominava conti.

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