LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Nella seconda metà del ‘800 vi è un grande sviluppo industriale chiamato Seconda Rivoluzione Industriale. La Prima aveva interessato per lo più l’Inghilterra, mentre la Seconda si espande nel resto dell’Europa nelle zone attorno all’Inghilterra. Si sviluppa molto la classe borghese e imprenditoriale che accumula diversi capitali.
La produzione industriale aumenta molto e in genere tutte le transazioni economiche. Il mercato diventa mondiale: nasce l’economia politica con Adam Smith. In questo periodo c’è il liberismo economico: ognuno può liberamente commerciare con chi vuole. C’era la libera concorrenza non c’erano i dazi e l’arricchimento diventa un valore.
Nella seconda rivoluzione industriale vi è un grande sviluppo della rete ferroviaria. La prima linea in italia è Napoli-Portici. Si sviluppa anche la navigazione col battello a vapore, si sviluppano molto quindi le industrie metalmeccaniche. Queste grandi industrie per nascere hanno bisogno di capitali e non sempre un’imprenditoria ne ha a sufficienza, per questo negli anni ‘30 nascono le società per azioni strettamente legate alle banche (finanziamenti). Nasce il finanziamento su larga scala delle operazioni economiche. Nascono i titoli azionari e le obbligazioni. Nasce in questo periodo il ceto medio, cioè quella parte della borghesia che non fa lavori manuali ma che è proprietaria di immobili, di negozi, ma anche gente che lavora nel terziario (insegnanti, medici, ragionieri). Il ceto medio era una condizione a cui tutti potevano aspirare. Questa caratteristica è particolarmente diffusa in America che è rimasto il Self Made Men. La classe operaia purtroppo è rimasta povera, per questo, per migliorare le proprie condizioni di vita fa rivolte e manifestazioni, mentre gli scioperi sono vietati. A tutela dei lavoratori della classe operaia si pone il pensiero socialista. In particolare Karl Marx. Il termine socialismo una volta era scambiabile con il termine comunismo. Si basa sulla collettivizzazione dei mezzi di produzione. Prima di Marx c’erano gli utopisti, poi c’è quello scientifico.