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Storia

Dal Medioevo al mondo contemporaneo.

Un percorso cronologico dai Normanni e dai comuni medievali alle rivoluzioni, alle guerre mondiali, alla Guerra fredda e alla nascita dell’Unione europea.

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LA RIVOLUZIONE AMERICANA

Il primo stato degli Stati Uniti fu la Virginia in onore della Regina Elisabetta I ritenuta regina vergine, siamo agli inizi del ‘600.

Il successore della regina Elisabetta, Re Giacomo I (Re Scozzese cattolico) perseguitò in Inghilterra i puritani, che sono protestanti ma molto convinti, con delle regole particolarmente rigide. Gli costringe a lasciare l’Inghilterra e sulla nave May Flower nel 1620 nel Massachusetts. Il giorno del ringraziamento ricorda ancora quella data.

Nel corso del ‘600 nelle colonie arrivarono sempre più inglesi e alla metà del ‘700 ormai si erano formate le tredici colonie sulla costa Atlantica. I pellerossa (abitanti del luogo) erano stati scacciati verso ovest. Queste colonie politicamente dipendono dall’Inghilterra ma non hanno rappresentanti al Governo e si creano invece dei governi locali nelle colonie diversi da stato in stato. La popolazione che vive in America è gente comune che proviene dai ceti più bassi ma ben presto riescono ad avere successo perché non ci sono gli aristocratici che bloccano l’ascesa delle persone. Infatti gli uomini si fanno da soli self made man. Queste tredici colonie si dividono in tre zone: le colonie del Nord, queste colonie erano più sviluppate nel commercio e nell’artigianato erano puritani e alfabetizzati. Le colonie del Sud vivevano praticamente di agricoltura ma non erano povere perché c’erano le grandi piantagioni cotone caffè tabacco e ci lavoravano gli schiavi. Il 60% della popolazione erano schiavi neri. E qui la gente era protestante cattolica (al Nord sono protestanti puritani).

Nel ‘700 la popolazione Americana decuplicò di conseguenza anche la produzione e quindi il peso economico e politico delle colonie aumenta. L’Inghilterra dunque cercò un modo per guadagnare dalle colonie: impose il divieto di commercio con altri stati, le colonie quindi potevano commerciare solo con la madre patria (l’Inghilterra), la quale ci guadagna rivendendo a prezzo più alto. Da qui si sviluppa il contrabbando (vendo di nascosto) e aumentando la popolazione aumenta pure il fenomeno. Nel corso del ‘700 l’Inghilterra aveva bisogno di più soldi per pagare le spese interne e visto che le colonie erano ricche impose le tasse pure alle colonie. Le tasse imposte furono lo stamp act (1765), che era una marca da bollo da applicare sui documenti ufficiali e sui giornali. Furono richiesti uomini per l’esercito e furono intensificati i controlli contro il contrabbando. Gli americani si rifiutarono di pagare le tasse.

Lo stamp act è 1765 e da questo momento inizia la rivolta degli americani rifiutandosi di pagare le tasse perché dicono “No taxation without representation” = noi non vogliamo le tasse perchè al governo non abbiamo nessuno che ci rappresenta. Gli inglesi cedettero e ritirarono la tassa. Inoltre i coloni decisero di sabotare i prodotti inglesi. A questo punto Londra decise di abolire i dazi per l’America. Gli elimina tutti tranne nel tè.

I coloni inglesi americani reagirono e nel 1773 come forma di protesta svuotarono il carico di te di una nave inglese nel porto di Boston (Boston Tea Party). Gli inglesi aumentarono le tasse e i coloni esautorarono i funzionari britannici (=gli tolsero potere) e i governi locali diventarono veri e propri corpi legislativi. L’Inghilterra rispose con la guerra.

La guerra d’indipendenza americana iniziò nel 1775. George Washington assunse il comando dell’esercito continentale. Il 4 luglio 1776 fu adottata la Dichiarazione d’indipendenza. Saratoga, nel 1777, fu una vittoria americana, decisiva per favorire l’alleanza con la Francia. A Yorktown, nel 1781, le forze americane e francesi ottennero la resa dell’esercito britannico di Cornwallis. Con il trattato di Parigi del 1783 la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza degli Stati Uniti.

La Costituzione federale fu elaborata nel 1787, raggiunse nel 1788 le ratifiche necessarie ed entrò in funzione nel 1789, anno dell’insediamento di George Washington come primo presidente. Il suffragio era regolato dagli Stati e rimaneva fortemente limitato: non era universale ed escludeva le donne e gran parte della popolazione nera, con ulteriori requisiti variabili. L’espansione verso ovest comportò espropriazioni e deportazioni delle popolazioni native.

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