IL CROLLO DEL FASCISMO E LA RESISTENZA IN ITALIA
Durante il periodo fascista, l'Italia fu coinvolta nella guerra con il supporto del re Vittorio Emanuele III, il quale, per questo motivo, venne disprezzato dalla popolazione italiana.
In quel tempo, gli Stati Uniti erano impegnati in combattimento contro i giapponesi. Dopo alcune iniziali sconfitte, gli americani riuscirono a riguadagnare terreno nelle isole Midway.
Dal 1943 in poi, l'Italia subì una serie di sconfitte, come quelle in Egitto e in Russia, che portarono a una crescente pressione sulla monarchia per abbandonare la guerra, evidenziata da numerosi scioperi.
Il 10 luglio 1943 gli angloamericani invasero la Sicilia perché gli inglesi avevano conquistato l’Egitto e la Libia. Nel giro di poco tempo occupano tutta la Sicilia.
Un significativo cambiamento avvenne il 25 luglio quando Mussolini fu destituito e arrestato sul Gran Sasso in Abruzzo, per poi essere imprigionato sulla Sila.
Il governo passò nelle mani di Pietro Badoglio, che immediatamente siglò un armistizio con gli Alleati annunciato l'8 settembre 1943. Questa data fu fondamentale poiché segnò il passaggio dell'Italia dall'Asse agli Alleati, anche se causò gravi difficoltà per l'esercito italiano, coinvolto in numerosi fronti al fianco dei tedeschi.
Tra i fronti ricordiamo quello della Grecia e Turchia in cui non si combatteva una guerra ma stavano a controllare che i turchi non attaccassero. Nella mattina dell’8 settembre cambia tutto. I tedeschi diventano nemici degli italiani.
Nelle isole del Dodecaneso i soldati italiani furono messi in barche malandate per portarli sulla terraferma ma le barche non arrivarono. Quelli che sbarcarono furono uccisi / mandati in campi di concentramento.
Mentre gli Alleati avanzavano sulla penisola liberando Calabria e Puglia, il re e Badoglio lasciarono Roma la sera dell'8 settembre per timore dei fascisti, si rifugiarono a Brindisi, dove si trovavano gli Alleati.
L'Italia fu rapidamente invasa dai nazisti e il 12 settembre 1943 Mussolini fu liberato poiché era considerato loro alleato. I tedeschi spostarono le loro truppe verso sud fino ad incontrare la resistenza degli Alleati sulla linea Gustav, tra il Lazio e la Campania.
Di conseguenza, l'Italia fu divisa in due parti: a sud c'erano gli Alleati e il re, mentre il resto del Paese fu invaso dalle truppe naziste. Nel nord, Mussolini istituì la Repubblica di Salò (RSI), fortemente legata a Hitler.
Nelle regioni occupate dai nazisti, nacque presto una resistenza partigiana contro i tedeschi. I partigiani, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), composto principalmente da antifascisti, ex soldati, intellettuali e giovani che rifiutavano di unirsi alla Repubblica di Salò, operavano sulle colline e sulle montagne organizzando azioni di guerriglia contro fascisti e nazisti. Non c’erano lotte dirette assaltavano i depositi di munizioni, facevano saltare i ponti bloccando i rifornimenti, cercavano di intercettare informazioni. La resistenza coinvolgeva anche le donne per mansioni come mandare messaggi.
I partigiani volevano anche che Vittorio Emanuele III abdicasse, in favore del figlio Umberto. Questo comitato di liberazione inizialmente non viene riconosciuto dagli alleati, sarà riconosciuto solo nel 1944 e dal momento in cui gli alleati fornirono armi.
I tedeschi nazisti reagirono ai movimenti partigiani in maniera molto violenta con delle stragi civili ne ricordiamo oltre 400 dal 1943 al 1945 (un anno e mezzo).
Tra le stragi più famose ricordiamo quella delle fosse Ardeatine a Roma che è del marzo del 1944 dove in un’attentato erano stati uccisi 33 tedeschi, ogni tedesco ucciso uccidevano 10 italiani, ne uccisero 335.
Poi ricordiamo la strage di Marzabotto (Emilia Romagna) nel settembre del 1944 dove i nazisti in un’operazione contro i partigiani uccisero ben 770 civili.
In Italia si creò una vera e propria guerra civile molto violenta nel 1943 perché c’erano i nazifascisti e i partigiani. Questa guerra non termina il 25 aprile perché l’odio tra queste famiglie è così forte che non basta la pace.
Mentre i partigiani operano a nord centro anche gli alleati da sud avanzano, riescono a rompere la linea Gustav, avanzano, liberano Roma, e si fermano un’altra volta sulla linea gotica che si trova in Emilia Romagna nell’autunno del 1944.
Soltanto nella primavera del 1945 viene sfondata la linea gotica e gli alleati unitamente ai partigiani liberano tutto il nord d’Italia compresa la repubblica di salò. Il 25 aprile del 1945 viene ricordato come il giorno della Liberazione. In realtà alcune città devono essere ancora liberate. Mussolini il 28 aprile cerca di fuggire in svizzera ma fu catturato, ucciso fucilato e il corpo fu appeso a testa in giù a piazza Loreto a Milano.