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Storia

Dal Medioevo al mondo contemporaneo.

Un percorso cronologico dai Normanni e dai comuni medievali alle rivoluzioni, alle guerre mondiali, alla Guerra fredda e alla nascita dell’Unione europea.

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LA SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA

La prima guerra d’indipendenza non aveva portato a nulla. Solo i Savoia mantengono lo Statuto Albertino. Lo Statuto Albertino è uno statuto, quindi Costituzione, concessa da Carlo Alberto al Regno di Savoia. Questo statuto non viene revocato, le altre costituzioni si. Per questo motivo, essendo lo stato piemontese il più liberale e democratico, molti esuli (=quelli che scappano) per lo più Repubblicani si trasferiscono in Piemonte. Tuttavia fu da subito evidente che l’Italia non era pronta per una Repubblica (era un’utopia). Nasce piuttosto l’idea che il Regno di Sardegna si ingrandisca e conquisti il resto d’Italia. Compare sulla scena politica un’uomo molto importante: Camillo Benso conte di Cavour. Che ebbe diversi incarichi: per esempio è stato ministro dell’agricoltura, poi ministro delle finanze, creò la Banca Nazionale degli Stati Sardi, che diventerà poi la Banca d’Italia. Per prima cosa punta allo sviluppo economico del Piemonte, si sviluppa l’industria meccanica, fece costruire diversi canali per irrigare i campi (Piemonte famoso per il vino e il riso). In questo periodo il Piemonte diventa la regione più ricca d’Italia grazie anche a Cavour. Da un punto di vista economico Cavour è un liberista. Da un punto di vista politico era un liberale, voleva attribuire più potere al parlamento. Quando divenne primo ministro cercò di mettere insieme la destra con la sinistra, escludendo gli estremismi. In politica estera Cavour vuole portare in tutta Europa il problema dell’Italia divisa. Entra in contatto con i maggiori patrioti italiani in particolare Mazzini, Garibaldi e Manin.

Cavour è favorevole all’unificazione italiana ad opera dei Savoia. È però convinto però che i Savoia da soli non sarebbero riusciti nell’impresa, quindi voleva l’aiuto anche degli altri stati europei. Per porre il problema dell’unità d’Italia agli occhi di tutta Europa, Cavour pensò di far partecipare l’Italia alla guerra di Crimea (in Russia). La guerra di Crimea era scoppiata per il possesso della penisola e va dal 1854 al 1856 combattuta da Inghilterra, Francia, Turchia e Italia contro la Russia. Cavour invia 18.000 soldati italia per poter poi partecipare alle trattative e lì esporre il problema italiano. L’Italia partecipa e vince, e nel 1858 Cavour stringe degli accordi con Napoleone III chiamati accordi di Plombiers [Plombiè]. Questi accordi stabilivano che la Francia avrebbe aiutato i Savoia se fossero stati attaccati dagli austriaci. In cambio i Savoia avrebbero ceduto alla Francia Nizza e la zona di Savoia. da quel momento in poi lo scopo di Cavour e farsi attaccare dall’Austria. Dal 1859 Cavour cerca di farsi attaccare dall’Austria. Per farlo mette l’esercito Sabaudo ad esercitarsi proprio nel confine (Ticino). L’Austria cade nella trappola e ad aprile del ‘59 invia l’ultimatum a Cavour. Ovviamente Cavour non toglie l’esercito anzi chiama Garibaldi e il suo gruppo di seguaci chiamati “Cacciatori delle Alpi” a infastidire l’Austria. L’Austria dichiara guerra al Regno di Savoia. La Francia interviene e riescono a sconfiggere gli austriaci con la “Battaglia di Magenta” (che è anche un colore perché viene dal sangue versato in questa battaglia). Grazie a questa battaglia fu liberata Milano. Poi i Piemontesi vinsero anche a Solferino e a San Martino. Quindi stavano avanzando verso il Veneto. Vedendo questi successi altri sovrani italiani come quelli di Toscana, Modena, Parma…, furono costretti dal popolo a fuggire e il popolo chiede l’annessione di queste terre al Regno di Sardegna. Però, a questo punto, Napoleone III cominciò a temere che Piemonte si ingrandisse troppo. Quindi fa un armistizio segreto con l’Austria. Chiamato “Armistizio di Villafranca”. Con questo armistizio l’Austria cede la Lombardia a Napoleone e poi Napoleone la gira a Cavour. Quindi, a questo punto, il Regno Sabaudo si estende fino all’Italia centrale fino al Lazio però escluso il Veneto. Questa fase è chiamata Seconda Guerra di Indipendenza.

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