17. Tempi, modi, diatesi e forme contratte
Il tempo latino esprime sia la collocazione cronologica sia il modo in cui l’azione viene presentata. L’imperfetto mostra normalmente un’azione in corso, ripetuta o di sfondo; il perfetto la presenta come evento compiuto o risultato. Legebam può significare “leggevo”, “stavo leggendo”; legi “lessi” oppure “ho letto”. Non è corretto associare automaticamente il perfetto latino al solo passato remoto italiano.
L’indicativo presenta un fatto, l’imperativo un comando, il congiuntivo diversi valori di volontà, possibilità o subordinazione. Infinito, participio, gerundio, gerundivo e supino sono forme nominali del verbo: mantengono proprietà verbali ma svolgono anche funzioni di nome o aggettivo. Il latino non possiede un modo condizionale autonomo: molti valori del condizionale italiano sono espressi dal congiuntivo o da perifrasi.
| Modo | Tempi del presente | Tempi del perfetto |
|---|---|---|
| Indicativo | Presente, imperfetto, futuro semplice | Perfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore |
| Congiuntivo | Presente, imperfetto | Perfetto, piuccheperfetto |
| Imperativo | Presente e futuro | Non esistono tempi del perfetto |
Attivo, passivo e accordo del participio
Nel passivo il soggetto riceve l’azione: Puer laudatur, il ragazzo è lodato. Con un verbo transitivo il complemento oggetto dell’attivo può diventare soggetto del passivo; l’agente si esprime normalmente con a/ab e ablativo se è una persona. Un verbo intransitivo può avere un passivo impersonale alla terza singolare: pugnatur, si combatte. Non gli si deve attribuire un normale soggetto paziente che il suo significato non ammette.
Nel perfetto passivo il participio concorda con il soggetto: puer laudatus est, puella laudata est, pueri laudati sunt. Il presente sum appartiene alla costruzione del perfetto: laudatus est significa “fu lodato” o “è stato lodato”, mentre “è lodato” è laudatur. Esistono anche combinazioni con fui e fueram e letture risultative: si studiano nel loro contesto, senza sostituire il modello base.
| Forma | Analisi | Traduzione di base |
|---|---|---|
| laudatus sum | Perfetto indicativo passivo | Sono stato lodato / fui lodato |
| laudatus eram | Piuccheperfetto indicativo passivo | Ero stato lodato |
| laudatus ero | Futuro anteriore indicativo passivo | Sarò stato lodato |
| laudatus sim | Perfetto congiuntivo passivo | Che io sia stato lodato |
| laudatus essem | Piuccheperfetto congiuntivo passivo | Che io fossi stato lodato |
Contrazioni e varianti frequenti
Nei perfetti in -v- sono frequenti contrazioni: amavisti può diventare amasti, amaverunt amarunt, amavisse amasse; audivisti può apparire come audisti, audivisse come audisse. Queste forme non sono nuovi paradigmi e non si ottengono cancellando lettere a caso. Il perfetto può avere terza plurale in -ere: dixere equivale a dixerunt e non è infinito. Al passivo la seconda singolare in -re (laudare) può coincidere graficamente con un infinito attivo o un imperativo passivo. Prima di tradurre occorre quindi chiedersi quale forma sia compatibile con la frase.