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Latino

Latino.

Dalle prime declinazioni alla sintassi del periodo. Spiegazioni, tabelle, esempi tradotti, 60 esercizi con soluzioni e 6 versioni guidate.

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17. Tempi, modi, diatesi e forme contratte

Il tempo latino esprime sia la collocazione cronologica sia il modo in cui l’azione viene presentata. L’imperfetto mostra normalmente un’azione in corso, ripetuta o di sfondo; il perfetto la presenta come evento compiuto o risultato. Legebam può significare “leggevo”, “stavo leggendo”; legi “lessi” oppure “ho letto”. Non è corretto associare automaticamente il perfetto latino al solo passato remoto italiano.

L’indicativo presenta un fatto, l’imperativo un comando, il congiuntivo diversi valori di volontà, possibilità o subordinazione. Infinito, participio, gerundio, gerundivo e supino sono forme nominali del verbo: mantengono proprietà verbali ma svolgono anche funzioni di nome o aggettivo. Il latino non possiede un modo condizionale autonomo: molti valori del condizionale italiano sono espressi dal congiuntivo o da perifrasi.

Tavola 63 Il sistema dei tempi finiti
ModoTempi del presenteTempi del perfetto
IndicativoPresente, imperfetto, futuro semplicePerfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore
CongiuntivoPresente, imperfettoPerfetto, piuccheperfetto
ImperativoPresente e futuroNon esistono tempi del perfetto

Attivo, passivo e accordo del participio

Nel passivo il soggetto riceve l’azione: Puer laudatur, il ragazzo è lodato. Con un verbo transitivo il complemento oggetto dell’attivo può diventare soggetto del passivo; l’agente si esprime normalmente con a/ab e ablativo se è una persona. Un verbo intransitivo può avere un passivo impersonale alla terza singolare: pugnatur, si combatte. Non gli si deve attribuire un normale soggetto paziente che il suo significato non ammette.

Nel perfetto passivo il participio concorda con il soggetto: puer laudatus est, puella laudata est, pueri laudati sunt. Il presente sum appartiene alla costruzione del perfetto: laudatus est significa “fu lodato” o “è stato lodato”, mentre “è lodato” è laudatur. Esistono anche combinazioni con fui e fueram e letture risultative: si studiano nel loro contesto, senza sostituire il modello base.

Tavola 64 Leggere le forme composte
FormaAnalisiTraduzione di base
laudatus sumPerfetto indicativo passivoSono stato lodato / fui lodato
laudatus eramPiuccheperfetto indicativo passivoEro stato lodato
laudatus eroFuturo anteriore indicativo passivoSarò stato lodato
laudatus simPerfetto congiuntivo passivoChe io sia stato lodato
laudatus essemPiuccheperfetto congiuntivo passivoChe io fossi stato lodato

Contrazioni e varianti frequenti

Nei perfetti in -v- sono frequenti contrazioni: amavisti può diventare amasti, amaverunt amarunt, amavisse amasse; audivisti può apparire come audisti, audivisse come audisse. Queste forme non sono nuovi paradigmi e non si ottengono cancellando lettere a caso. Il perfetto può avere terza plurale in -ere: dixere equivale a dixerunt e non è infinito. Al passivo la seconda singolare in -re (laudare) può coincidere graficamente con un infinito attivo o un imperativo passivo. Prima di tradurre occorre quindi chiedersi quale forma sia compatibile con la frase.

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