32. Nominativo e accusativo
Il nominativo esprime soprattutto soggetto e parte nominale del predicato. L’accusativo esprime spesso l’oggetto, ma anche predicativi, estensione, moto a luogo, soggetto dell’infinitiva e altri valori. Nessuno dei due casi può essere tradotto mediante un’unica preposizione italiana.
Il doppio nominativo e videor
Nella costruzione personale di videor, il soggetto di ciò che “sembra” è anche il soggetto grammaticale di videor: Marcus prudens esse videtur, Marco sembra essere prudente. Il nome e l’eventuale predicativo rimangono al nominativo; il verbo concorda con il soggetto. In italiano si può anche dire “sembra che Marco sia prudente”, ma la sintassi latina resta personale.
Videor può avere costruzione impersonale quando significa “sembrare opportuno” (visum est), con un aggettivo neutro come utile videtur, e in altre configurazioni specifiche, per esempio con certe infinitive contenenti un verbo impersonale. Non è corretto trasformare ogni videor in “sembra che” mantenendo poi un accusativo non previsto dal testo.
Discipuli parati esse videntur.
Gli studenti sembrano essere pronti.
Discipuli e parati sono nominativi plurali; videntur concorda con discipuli.
Oggetto e doppio accusativo
| Costruzione | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Oggetto | Librum lego. | Leggo un libro. |
| Oggetto e predicativo | Eum amicum puto. | Lo considero amico. |
| Persona e cosa con doceo | Pueros grammaticam doceo. | Insegno la grammatica ai ragazzi. |
| Persona con celo e cosa | Te consilium celo. | Ti nascondo il progetto. |
| Estensione nel tempo | Multos annos vixit. | Visse molti anni. |
| Estensione nello spazio | Fossa decem pedes lata est. | Il fossato è largo dieci piedi. |
| Esclamazione | O me miserum! | Oh, me infelice! |
Verbi di richiesta e domanda hanno costruzioni diverse: rogo può avere persona e cosa in accusativo; peto si costruisce normalmente con la cosa in accusativo e la persona con a/ab; quaero può indicare la persona con ex, ab o de secondo l’uso. Una traduzione italiana simile non garantisce la stessa reggenza latina.
L’accusativo interno riprende il contenuto del verbo, spesso con un nome della stessa radice o area semantica: vitam vivere, vivere una vita. L’accusativo di relazione, frequente in poesia e di modello greco, indica la parte o l’aspetto interessato: una descrizione può qualificare una persona “quanto alle membra”. È un uso specifico, non una spiegazione da applicare a ogni accusativo difficile.
Verbi di sentimento e accusativo avverbiale
Con paenitet, pudet, piget, taedet e miseret, la persona coinvolta è normalmente in accusativo: eum culpae pudet, egli si vergogna della colpa. La causa può avere altre espressioni, come un infinito: me paenitet erravisse, mi pento di avere sbagliato. Alcuni verbi solo relativamente impersonali, come decet, si accordano invece con un soggetto non personale: haec te decent, queste cose ti si addicono.
Accusativi neutri come multum, nihil, quid possono avere valore avverbiale o di relazione: nihil timeo può significare “non temo nulla”, ma nihil in altri contesti vale “per nulla”. Bisogna decidere se la forma occupi davvero il posto di un oggetto oppure modifichi l’intera predicazione.