29. Gerundio, gerundivo, supino e perifrastiche
Il gerundio è un nome verbale neutro singolare: permette di declinare l’idea dell’infinito nei casi indiretti. Il gerundivo è un aggettivo verbale e concorda con un sostantivo. La distinzione è sintattica, non soltanto una questione di desinenza: in ars legendi, l’arte di leggere, legendi è gerundio; in libri legendi, i libri da leggere, legendi è gerundivo e concorda con libri.
| Caso | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| Genitivo | legendi | ars legendi: l’arte di leggere |
| Dativo | legendo | Usi limitati, soprattutto con aggettivi e locuzioni di destinazione |
| Accusativo con preposizione | ad legendum | ad legendum: per leggere |
| Ablativo | legendo | legendo discimus: impariamo leggendo |
Passaggio dal gerundio al gerundivo
Quando il gerundio regge un oggetto, il latino preferisce spesso trasformare quell’oggetto nel nome con cui concorda il gerundivo: studium legendi libros può diventare studium librorum legendorum. Il caso richiesto dalla frase passa al sostantivo; il gerundivo ne assume genere, numero e caso. La costruzione con gerundivo è particolarmente normale dopo preposizioni e al dativo. Non si tratta di una sostituzione automatica applicabile senza considerare il verbo, gli oggetti neutri o le preferenze dell’autore.
Venit ad libros legendos.
Venne per leggere i libri.
Ad regge l’accusativo; libros è accusativo plurale e legendos concorda con esso. Il senso finale resta attivo in italiano.
Librorum legendorum causa venit.
Venne per leggere i libri.
Causa, posposto, regge il genitivo. Il gruppo intero esprime il fine.
Perifrastica attiva e passiva
| Costruzione | Esempio | Significato |
|---|---|---|
| Participio futuro + sum | Profecturus sum. | Sto per partire / ho intenzione di partire. |
| Gerundivo + sum | Liber legendus est. | Il libro deve essere letto. |
| Gerundivo + sum + dativo d’agente | Liber mihi legendus est. | Devo leggere il libro. |
| Passiva impersonale | Nobis proficiscendum est. | Dobbiamo partire. |
La perifrastica attiva esprime imminenza, intenzione o destinazione: il contesto stabilisce quale sfumatura prevalga. Il tempo di sum colloca quella prospettiva: profecturus eram, stavo per partire. La passiva esprime necessità, dovere o opportunità. Con un verbo transitivo si accorda al soggetto: epistulae scribendae sunt; con un intransitivo può essere impersonale al neutro singolare.
La perifrastica conserva la reggenza del verbo: legibus parendum est, bisogna obbedire alle leggi, mantiene il dativo richiesto da pareo. Quando il dativo d’agente potrebbe confondersi con un altro dativo, possono essere preferite costruzioni più chiare, anche con ab. “Dativo” non equivale sempre a “agente”.
Il supino
Il supino in -um, formalmente accusativo, esprime soprattutto il fine con verbi di movimento: legati pacem petitum venerunt, gli ambasciatori vennero a chiedere la pace. Conserva l’oggetto del verbo, qui pacem. Il supino in -u, tradizionalmente collegato all’ablativo, si usa con alcuni aggettivi per indicare il rispetto sotto cui una cosa è facile, difficile o straordinaria: facile dictu, facile a dirsi; mirabile visu, straordinario a vedersi. È limitato a un gruppo di espressioni e normalmente non regge un oggetto espresso.
Il futuro infinito passivo unisce supino in -um e iri: urbem captum iri, che la città sarà conquistata. Captum rimane invariato perché è supino, non participio concordato con urbem. Dove manca o è poco agevole un futuro infinito, si incontra la perifrasi fore ut più congiuntivo.