51. Prosodia, metrica e lingua poetica
La poesia latina classica si fonda soprattutto sulla quantità sillabica, non sul semplice numero delle sillabe o sulla rima. Una sillaba lunga occupa, nello schema metrico, il tempo di due brevi. Quantità della vocale e quantità della sillaba sono concetti distinti: una vocale breve può trovarsi in una sillaba lunga per posizione. L’accento della parola e l’organizzazione ritmica del verso non vanno confusi.
Quantità e fenomeni fra parole
Sono lunghe per natura le sillabe con vocale lunga o dittongo; sono normalmente lunghe per posizione quelle chiuse da consonante. Nella scansione si tiene conto anche delle consonanti iniziali della parola successiva. X e z possono valere come gruppi consonantici; h non ha lo stesso peso di una consonante ordinaria. I gruppi di occlusiva più liquida ammettono comportamenti variabili. Per la quantità delle vocali non riconoscibile dalla forma occorre il dizionario.
L’elisione o sinalefe riguarda di norma una vocale finale, oppure vocale più m finale, davanti a parola che comincia per vocale o h: nel computo metrico una delle sillabe non occupa la sua posizione ordinaria. Con es ed est si parla spesso di prodelisione o aferesi. Lo iato conserva l’incontro vocalico senza elisione in condizioni particolari; la sineresi o sinizesi riunisce vocali normalmente separate, mentre la dieresi le distingue. Questi fenomeni si dimostrano attraverso la scansione, non si invocano liberamente per far tornare qualsiasi verso.
| Nome | Composizione | Notazione verbale |
|---|---|---|
| Dattilo | Una lunga e due brevi | L B B |
| Spondeo | Due lunghe | L L |
| Giambo | Una breve e una lunga | B L |
| Trocheo | Una lunga e una breve | L B |
| Anceps | Posizione che ammette lunga o breve | X |
Esametro e pentametro
L’esametro dattilico comprende sei piedi. I primi quattro possono essere dattili o spondei; il quinto è normalmente dattilo, pur con eccezioni spondaiche; il sesto è una lunga seguita da una posizione finale indifferente. La fine di parola all’interno di un piede può creare una cesura; quando coincide con la fine del piede si parla di dieresi. Le pause metriche e quelle sintattiche si intrecciano, senza dover coincidere sempre.
Il pentametro elegiaco è formato da due membri separati da una pausa centrale. Nel primo due dattili, sostituibili da spondei, sono seguiti da una lunga; nel secondo due dattili non sostituibili sono seguiti dalla sillaba finale. Non è quindi semplicemente una serie di cinque piedi tutti uguali. Un esametro e un pentametro costituiscono il distico elegiaco, usato nell’elegia e nell’epigramma.
| Metro | Schema: L lunga, B breve, X finale indifferente |
|---|---|
| Esametro | (L B B oppure L L) × 4; normalmente L B B; L X |
| Pentametro | (L B B oppure L L) × 2; L; pausa; L B B; L B B; X |
| Endecasillabo falecio | X X L B B L B L B L X (con restrizioni d’uso nelle posizioni iniziali) |
| Trimetro giambico | Tre metri giambici; il modello e le sostituzioni variano secondo genere e autore |
Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris.
Canto le armi e l’uomo che per primo dalle coste di Troia...
Virgilio, Eneide 1, 1. Scansione per piedi: Arma vi | rumque ca | no Tro | iae qui | primus ab | oris. Schema: LBB | LBB | LL | LL | LBB | LX. La frase continua nel verso successivo.
Leggere poesia senza perdere la grammatica
La poesia presenta spesso iperbato, inversioni, ellissi e lessico meno comune. L’iperbato separa parole concordate; l’enjambement prosegue una struttura sintattica oltre la fine del verso. Una pausa di fine riga non implica quindi fine della frase. Le figure di suono, come allitterazione e assonanza, appartengono all’interpretazione stilistica; non cambiano la funzione dei casi.
Per scandire un verso, riconosci prima sillabe, dittonghi ed elisioni; segnala le lunghezze certe; prova lo schema del metro; verifica le quantità dubbie e infine individua le pause. Per tradurlo, torna sempre alla sintassi. I metri lirici, i sistemi drammatici e la prosodia storica richiedono uno studio specialistico ulteriore: qui sono forniti i fondamenti necessari alla lettura scolastica più comune.