41. Relative e interrogative
Le subordinate relative si legano a un antecedente espresso o sottinteso. Le relative proprie presentano normalmente un fatto e hanno l’indicativo. Le relative improprie assumono valore finale, consecutivo, causale, concessivo o caratteristico e usano spesso il congiuntivo. Il modo non basta da solo a scegliere la traduzione: bisogna identificare la relazione logica.
| Tipo | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|
| Propria | Librum quem legisti habeo. | Ho il libro che hai letto. |
| Finale | Legatos misit qui pacem peterent. | Mandò ambasciatori a chiedere la pace. |
| Caratteristica / consecutiva | Nemo est qui hoc nesciat. | Non c’è nessuno che non lo sappia. |
| Con antecedente indefinito | Sunt qui ita putent. | Ci sono persone che la pensano così. |
| Relativo sostantivato | Qui discit, proficit. | Chi impara fa progressi. |
Nesso relativo, prolessi e attrazione
Il nesso relativo riprende un elemento precedente e collega una nuova frase: quod cum audivisset, e avendo udito ciò. In italiano si può rendere con un dimostrativo e una congiunzione. Non si tratta sempre di una relativa interna alla frase precedente.
Nella prolessi del relativo la subordinata precede l’antecedente: quem librum legisti, eum mihi da, il libro che hai letto, dammelo. La cosiddetta attrazione del relativo o dell’antecedente può modificare la costruzione attesa, soprattutto in certi registri. Il punto di partenza rimane la regola: genere e numero dall’antecedente, caso dalla funzione nella relativa. Le eccezioni si riconoscono da indizi reali, non per risolvere una concordanza non ancora analizzata.
Domande dirette e indirette
| Tipo | Forma | Valore |
|---|---|---|
| Diretta neutra | Venitne? | Viene? La particella -ne si appoggia a una parola |
| Diretta orientata al sì | Nonne venit? | Non viene forse? |
| Diretta orientata al no | Num venit? | Viene forse? (si attende normalmente no) |
| Disgiuntiva | Utrum venit an manet? | Viene oppure rimane? |
| Indiretta | Quaero cur veniat. | Chiedo perché venga |
| Indiretta disgiuntiva | Quaero utrum veniat an maneat. | Chiedo se venga oppure rimanga |
L’interrogativa indiretta usa normalmente il congiuntivo secondo la consecutio. Può dipendere da verbi di domanda, conoscenza, dubbio, percezione o da espressioni che implicano una domanda. Non contiene necessariamente “se”: scio quid facias, so che cosa fai. Nelle indirette num può essere neutro, senza la stessa attesa negativa delle domande dirette.
Nelle disgiuntive la prima particella può mancare; an introduce la seconda alternativa. “O no” si esprime spesso con necne nelle indirette e an non nelle dirette, con variazioni d’uso. Haud scio an e nescio an possono introdurre un’affermazione attenuata, “forse”, non soltanto un dubbio perfettamente bilanciato.