← Tutti i riassunti

Latino

Latino.

Dalle prime declinazioni alla sintassi del periodo. Spiegazioni, tabelle, esempi tradotti, 60 esercizi con soluzioni e 6 versioni guidate.

Fai il quiz →
54capitoli
184tabelle grammaticali
Come studiareCerca un argomento oppure apri un capitolo dall’indice. I titoli ti portano direttamente alla spiegazione corretta.

41. Relative e interrogative

Le subordinate relative si legano a un antecedente espresso o sottinteso. Le relative proprie presentano normalmente un fatto e hanno l’indicativo. Le relative improprie assumono valore finale, consecutivo, causale, concessivo o caratteristico e usano spesso il congiuntivo. Il modo non basta da solo a scegliere la traduzione: bisogna identificare la relazione logica.

Tavola 161 Relative: funzioni principali
TipoEsempioTraduzione
PropriaLibrum quem legisti habeo.Ho il libro che hai letto.
FinaleLegatos misit qui pacem peterent.Mandò ambasciatori a chiedere la pace.
Caratteristica / consecutivaNemo est qui hoc nesciat.Non c’è nessuno che non lo sappia.
Con antecedente indefinitoSunt qui ita putent.Ci sono persone che la pensano così.
Relativo sostantivatoQui discit, proficit.Chi impara fa progressi.

Nesso relativo, prolessi e attrazione

Il nesso relativo riprende un elemento precedente e collega una nuova frase: quod cum audivisset, e avendo udito ciò. In italiano si può rendere con un dimostrativo e una congiunzione. Non si tratta sempre di una relativa interna alla frase precedente.

Nella prolessi del relativo la subordinata precede l’antecedente: quem librum legisti, eum mihi da, il libro che hai letto, dammelo. La cosiddetta attrazione del relativo o dell’antecedente può modificare la costruzione attesa, soprattutto in certi registri. Il punto di partenza rimane la regola: genere e numero dall’antecedente, caso dalla funzione nella relativa. Le eccezioni si riconoscono da indizi reali, non per risolvere una concordanza non ancora analizzata.

Domande dirette e indirette

Tavola 162 Interrogative e particelle
TipoFormaValore
Diretta neutraVenitne?Viene? La particella -ne si appoggia a una parola
Diretta orientata al sìNonne venit?Non viene forse?
Diretta orientata al noNum venit?Viene forse? (si attende normalmente no)
DisgiuntivaUtrum venit an manet?Viene oppure rimane?
IndirettaQuaero cur veniat.Chiedo perché venga
Indiretta disgiuntivaQuaero utrum veniat an maneat.Chiedo se venga oppure rimanga

L’interrogativa indiretta usa normalmente il congiuntivo secondo la consecutio. Può dipendere da verbi di domanda, conoscenza, dubbio, percezione o da espressioni che implicano una domanda. Non contiene necessariamente “se”: scio quid facias, so che cosa fai. Nelle indirette num può essere neutro, senza la stessa attesa negativa delle domande dirette.

Nelle disgiuntive la prima particella può mancare; an introduce la seconda alternativa. “O no” si esprime spesso con necne nelle indirette e an non nelle dirette, con variazioni d’uso. Haud scio an e nescio an possono introdurre un’affermazione attenuata, “forse”, non soltanto un dubbio perfettamente bilanciato.

Torna all’indice ↑
Torna all’inizio ↑

Ripetizioni personalizzate · Da 15€/h

Un dubbio da chiarire?
Studiamolo insieme.

Offro lezioni personalizzate per studenti delle superiori e dell’università: spiegazioni chiare, esercizi guidati e un metodo costruito sulle tue esigenze. Scopri le materie e le tariffe, oppure prenota una lezione per lavorare sul tuo programma.