12. Pronomi personali, riflessivi e possessivi
Il latino può omettere il pronome soggetto perché la persona è già espressa dal verbo. Ego e tu, quando compaiono, hanno spesso valore enfatico o contrastivo. Il riflessivo di terza persona si riferisce normalmente al soggetto della propria proposizione; nei discorsi riferiti può rimandare al soggetto che parla o pensa. Non esiste un nominativo del riflessivo di terza persona: il soggetto si esprime altrimenti.
| Caso | Io | Tu | Noi | Voi | Sé, sing. e plur. |
|---|---|---|---|---|---|
| Nom. | ego | tu | nos | vos | Non presente |
| Gen. | mei | tui | nostri / nostrum | vestri / vestrum | sui |
| Dat. | mihi | tibi | nobis | vobis | sibi |
| Acc. | me | te | nos | vos | se |
| Abl. | me | te | nobis | vobis | se |
Nostri e nostrum; forme con cum
Nostrum e vestrum hanno soprattutto valore partitivo: unus nostrum, uno di noi. Nostri e vestri sono usati nelle altre relazioni, come genitivi oggettivi: memoria nostri, il ricordo di noi. Anche il legame con omnium richiede attenzione alle espressioni effettive: non trasformare le due serie in forme liberamente intercambiabili.
Con i personali e il riflessivo, cum si pospone: mecum, tecum, secum, nobiscum, vobiscum. I rafforzativi -met e talvolta -te producono forme come egomet e tute. Is, ea, id può funzionare come pronome di terza persona non riflessivo; il latino non possiede una serie personale “egli, ella” strutturalmente identica a ego e tu.
Possessivi: suus ed eius non sono equivalenti
Meus, tuus, suus, noster, vester concordano con ciò che è posseduto, non con il possessore. Suus è riflessivo; quando “suo” riguarda una persona diversa dal soggetto si usano normalmente eius al singolare e eorum, earum al plurale. Questi genitivi non concordano con la cosa posseduta. Nelle subordinate che esprimono il punto di vista altrui, il riflessivo indiretto richiede l’identificazione del soggetto del pensiero o del discorso.
Marcus suum librum legit.
Marco legge il proprio libro.
Il possessore è Marco, soggetto della frase.
Marcus eius librum legit.
Marco legge il libro di lui o di lei.
Il possessore è un’altra persona indicata dal contesto; eius non cambia se il libro è maschile, femminile o plurale.