38. Il congiuntivo indipendente
Il congiuntivo non indica sempre incertezza e non compare soltanto nelle subordinate. In una proposizione autonoma può esprimere volontà, desiderio, possibilità, esitazione o concessione. Prima di tradurlo come “che...” occorre identificare l’atto comunicativo della frase.
| Valore | Tempi frequenti | Esempio e traduzione |
|---|---|---|
| Esortativo / iussivo | Presente | Eamus. Andiamo. |
| Proibitivo | Perfetto, soprattutto 2ª persona; anche presente secondo uso | Ne dixeris. Non dirlo. |
| Desiderativo realizzabile | Presente; perfetto per desiderio riferito a un fatto compiuto | Utinam veniat! Magari venga! |
| Desiderativo irrealizzabile | Imperfetto per presente; piuccheperfetto per passato | Utinam adesset! Magari fosse qui! |
| Potenziale | Presente o perfetto; imperfetto per certi riferimenti passati | Quis hoc credat? Chi potrebbe crederlo? |
| Dubitativo / deliberativo | Presente per presente; imperfetto per passato | Quid faciam? Che cosa devo fare? |
| Concessivo | Presente; perfetto per un fatto compiuto | Sit ita. Ammettiamo che sia così. |
Desiderio e possibilità non sono la stessa cosa
Con utinam si esprime un desiderio: utinam venisset, magari fosse venuto, implica che non è venuto. Un perfetto potenziale, invece, può avere valore presente attenuato: dixerim, oserei dire. Non lo si deve tradurre automaticamente “avrei detto” come se indicasse sempre un evento passato.
Il dubitativo mette in scena una scelta o un’esitazione: quid facerem?, che cosa avrei dovuto fare? La negazione tipica è non; il desiderativo e il concessivo usano spesso ne. Alcune domande retoriche si sovrappongono al potenziale e al dubitativo: l’etichetta deve spiegare il senso, non diventare un ostacolo alla traduzione.
Utinam ne hoc fecissem!
Magari non lo avessi fatto!
Il desiderio riguarda un fatto passato non modificabile. Ne è la negazione tipica del desiderio.
Quis hoc negaverit?
Chi potrebbe negarlo?
Perfetto congiuntivo potenziale, con valore presente: non descrive necessariamente una negazione già avvenuta.