L’ENEIDE
VIRGILIO NON COPIA OMERO
Dire che la prima metà dell’Eneide è odissiaca e la seconda iliadica è utile, ma insufficiente. Virgilio non costruisce un collage dei due poemi greci. Usa modelli conosciuti per produrre significati nuovi.
Odisseo torna; Enea fonda. Achille cerca gloria e vive il dramma dell’ira; Enea deve trasformare un popolo sconfitto in origine di un futuro impero.
Gli episodi omerici, quando vengono ripresi, sono quasi sempre modificati. L’oltretomba diventa visione della storia romana; i giochi funebri diventano momento di organizzazione della comunità; lo scudo diventa profezia; il finale rovescia la clemenza che chiude il conflitto tra Achille e Priamo.
Il rapporto con Omero è quindi competitivo e creativo. Virgilio vuole mostrare che Roma possiede un’epica capace di dialogare con la tradizione greca e nello stesso tempo di reinterpretarla secondo una nuova idea di storia.