L’ENEIDE
Il tempo dell’Eneide: passato, presente e futuro insieme
Uno degli aspetti più complessi dell’Eneide è il modo in cui organizza il tempo. La vicenda principale appartiene a un passato mitico successivo alla guerra di Troia. Ma continuamente il poema apre finestre sul futuro: Alba Longa, Romolo, la storia repubblicana, Cesare, Augusto e la battaglia di Azio.
Il lettore romano conosce già quel futuro. Quando Giove promette un impero senza fine, quando Anchise mostra le anime dei futuri Romani o quando lo scudo di Enea rappresenta Azio, il poema collega direttamente il gesto dell’eroe al presente augusteo.
Esiste però anche il passato interno dei personaggi. Enea racconta la caduta di Troia e le peregrinazioni nei libri II e III; Didone ricorda Sicheo e la fuga da Tiro; Andromaca vive immersa nella memoria di Ettore. Il poema è quindi attraversato da persone che devono agire nel presente mentre portano un passato doloroso e sono spinte verso un futuro che spesso non hanno scelto.
Questo intreccio temporale rende l’Eneide un poema della memoria e della previsione. Fondare significa scegliere che cosa conservare, che cosa trasformare e che cosa perdere.
| Tre tempi Passato: Troia e le perdite. Presente: viaggio e guerra di Enea. Futuro: Roma e Augusto. |
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