L’ENEIDE
LA DISCESA NELL’AVERNO: DIDONE ENTRA NELLO SPAZIO DELL’EROE
Uno dei momenti simbolicamente più forti della riscrittura è la discesa di Didone nell’Averno.
Nel poema antico è Enea, vivo, a entrare nel mondo dei morti. Lì incontra anche Didone, ormai suicida, che gli nega la parola.
Nel romanzo la situazione è rovesciata: Didone è viva e assume il percorso che apparteneva a Enea. Non è più l’ombra incontrata nell’Ade, ma il soggetto che attraversa l’Ade.
Il rovesciamento ha un valore quasi programmatico. La donna che nella fonte era stata collocata tra i morti per amore prende possesso dello spazio della conoscenza, dell’iniziazione e della missione.
Anche sul piano simbolico, Didone esce dalla categoria in cui Virgilio l’aveva collocata. Non è più la vittima d’amore che l’eroe incontra durante la propria formazione: è lei a compiere la formazione.