L’ENEIDE
LA GROTTA: LO STESSO EVENTO, UN ALTRO SIGNIFICATO
La notte della grotta conserva la centralità che possiede in Virgilio, ma la prima persona di Didone modifica la percezione dell’evento.
Per lei l’unione non può essere un episodio isolato. Il problema non è soltanto morale, ma politico: due capi di popoli che si uniscono non sono semplicemente due individui anonimi.
Dopo la notte, la regina teme il giudizio del popolo e le reazioni di Iarba. Anna cerca con lei una strategia per contenere le conseguenze.
Il romanzo insiste inoltre sul fatto che Didone non ricorda con chiarezza come si sia lasciata trascinare nella relazione. L’intervento degli dèi, che lei inizialmente non riconosce, diventa una forma di manipolazione del desiderio.
Virgilio aveva già reso la passione non completamente spontanea attraverso Cupido. Oliva trasforma questo elemento in problema di consapevolezza: Didone si domanda quanto di ciò che ha fatto appartenga davvero alla propria volontà.