L’ENEIDE
Virgilio: la vita e il tempo storico
Publio Virgilio Marone nacque nel 70 a.C. nei pressi di Mantova, nell’Italia settentrionale, e morì nel 19 a.C. a Brindisi. La sua vita attraversa uno dei periodi più drammatici della storia romana: gli ultimi decenni della Repubblica e la nascita del principato di Augusto. Per comprendere l’Eneide è essenziale ricordare che Virgilio non scrive in un’epoca politicamente tranquilla. Alle sue spalle ci sono guerre civili, proscrizioni, confische di terre, scontri tra generali romani e una lunga crisi delle istituzioni repubblicane.
Quando Virgilio è giovane, Roma è una potenza mediterranea enorme, ma la sua classe dirigente è divisa da conflitti sempre più violenti. Nel 49 a.C. Cesare attraversa il Rubicone e combatte contro Pompeo. Dopo l’assassinio di Cesare nel 44 a.C., il potere passa progressivamente nelle mani di Ottaviano, Marco Antonio e Lepido. Seguono nuove guerre civili, fino allo scontro decisivo tra Ottaviano e Antonio, alleato di Cleopatra.
La battaglia di Azio del 31 a.C. segna la vittoria di Ottaviano. Nel 27 a.C. egli riceve il titolo di Augusto. Formalmente le istituzioni repubblicane continuano a esistere; nella pratica, il nuovo principe concentra un potere straordinario. Dopo decenni di guerra, la pace assume un valore enorme. L’ideologia augustea presenta il nuovo ordine come restaurazione, stabilità e ritorno ai valori tradizionali.
L’Eneide viene composta proprio dentro questa fase. Non è quindi soltanto un poema di avventure. Raccontando la missione di Enea e le lontane origini troiane della futura Roma, Virgilio riflette su guerra, pace, sacrificio, autorità, identità e prezzo umano della fondazione di un ordine politico. Il lettore deve tenere insieme due piani: il tempo mitico di Enea e il presente storico di Augusto.
| Cronologia essenziale 70 a.C.: nascita di Virgilio. 44 a.C.: assassinio di Cesare. 31 a.C.: battaglia di Azio. 27 a.C.: Ottaviano diventa Augusto. 19 a.C.: morte di Virgilio. |
|---|