L’ENEIDE
Eneide e Iliade: la guerra ritorna in Italia
La seconda metà del poema richiama l’Iliade. Arrivato nel Lazio, Enea deve affrontare una guerra che coinvolge Turno e numerose popolazioni italiche. Virgilio riprende duelli, cataloghi di guerrieri, scene di battaglia, funerali, consigli e interventi divini tipici dell’epica omerica.
Ma la posizione di Enea è diversa da quella di Achille. Achille combatte per l’onore e per vendicare Patroclo; Enea combatte dentro una missione di fondazione. Tuttavia la morte di Pallante produrrà in lui un desiderio di vendetta che lo avvicina pericolosamente al modello dell’ira achillea.
Turno non è un semplice “cattivo”. È un guerriero italico che vede minacciato il proprio matrimonio con Lavinia e il proprio ruolo politico. La guerra nasce dall’incontro tra destini incompatibili, interessi dinastici, interventi divini e passioni umane.
La conclusione del poema con l’uccisione di Turno non offre una pacificazione serena paragonabile alla pace conclusiva dell’Odissea. Virgilio ferma il racconto nel momento del colpo mortale. La futura unione tra Troiani e Latini è garantita dal Fato, ma il lettore resta davanti alla violenza necessaria per renderla possibile.
| Confronto Achille deve uscire dall’ira per ritrovare umanità davanti a Priamo. Enea, nel finale, sembra invece rientrare nell’ira proprio quando potrebbe risparmiare Turno. |
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