L’ENEIDE
I FUNERALI E IL CULTO DEI MORTI
Sepoltura come dovere
Nel libro VI le anime insepolte non possono attraversare subito lo Stige. Questo rende esplicito un principio che attraversa tutto il poema: il morto deve ricevere un rito.
Miseno deve essere sepolto prima che Enea possa entrare nell’Ade. Palinuro soffre per la mancanza di una tomba. Nel libro XI la guerra viene sospesa per permettere ai due eserciti di seppellire i caduti.
Il funerale riconosce la persona anche dopo la morte e impedisce che il corpo diventi semplice scarto della guerra.
Rogo, offerte e memoria
I funerali epici comprendono roghi, armi, vesti, offerte, lamenti e processioni. Pallante viene restituito a Evandro con un corteo solenne; Anchise riceve giochi commemorativi un anno dopo la morte.
La memoria rituale prolunga la presenza del morto nella comunità. Non può restituire la vita, ma costruisce un modo collettivo di convivere con la perdita.
Per questo Enea considera la sepoltura uno degli onori fondamentali che i vivi possano ancora offrire a chi è sceso nell’Ade.