60. Distribuzione degli utili e tutela del patrimonio
L’utile contabile non è automaticamente distribuibile. Devono essere considerate l’approvazione del bilancio, l’esistenza di perdite pregresse, gli accantonamenti obbligatori, la disponibilità delle riserve e le condizioni poste dalla legge o dallo statuto. Anche una distribuzione consentita sotto il profilo formale richiede cautela quando impoverisce la tesoreria necessaria a sostenere l’attività.
Il processo di approvazione può essere organizzato in quattro fascicoli: progetto di bilancio e allegati, prospetto di destinazione del risultato, verifica civilistica delle poste patrimoniali e verbale della decisione. Una riconciliazione fra utile netto, riserve, perdite pregresse e proposta di destinazione permette di intercettare errori prima della deliberazione. Occorre inoltre distinguere le conseguenze fiscali in capo alla società e ai percipienti.
Caso professionale svolto
Utile dell’anno 90.000 euro; perdite pregresse da coprire 20.000; destinazione a riserva 15.000; proposta di distribuzione 55.000. La quadratura è 90.000 = 20.000 + 15.000 + 55.000. Questa è soltanto una ripartizione aritmetica: la legittimità della distribuzione deve essere verificata sulla base del bilancio, delle riserve e della disciplina applicabile.
Controlli e quesiti di revisione
- Individuare la documentazione primaria che dimostra la natura dell’operazione e il soggetto competente a deliberarla, evitando di confondere autorizzazione interna e rappresentanza verso terzi.
- Riconciliare dati gestionali, delibere, contratti e contabilità generale, annotando eventuali incongruenze di classificazione, competenza temporale o valutazione.
- Formulare almeno uno scenario alternativo plausibile e verificare come cambierebbero decisione, informativa e rischi per soci, società e creditori.