59. Finanziamenti soci e versamenti a patrimonio
Un finanziamento soci crea, in linea generale, un’obbligazione restitutoria della società; un versamento a fondo perduto o in conto capitale, se correttamente qualificato, ha logica patrimoniale differente. L’etichetta assegnata dal software non è decisiva. Delibere, contratti, condizioni di restituzione e comportamento delle parti concorrono a identificare la sostanza dell’operazione. La disciplina della postergazione dei finanziamenti dei soci di S.r.l. richiede inoltre una verifica delle circostanze concrete.
Il revisore o il professionista incaricato confronta movimenti bancari, mastrini soci, verbali e conferme di saldo. Valuta eventuali interessi, rimborsi selettivi, rapporti con parti correlate e informativa di bilancio. La restituzione di un finanziamento non deve essere confusa con una distribuzione di utili: le due operazioni hanno presupposti civilistici, contabili e fiscali differenti.
Caso professionale svolto
Il socio A versa 120.000 euro. Se il titolo è prestito, l’entrata aumenta la banca e il debito verso soci per 120.000 euro. Se l’apporto è definitivamente destinato al patrimonio, la contropartita va ricercata fra le appropriate poste di patrimonio netto. Alla chiusura dell’esercizio la stessa entrata di cassa produce quindi effetti differenti su leva finanziaria e indicatori patrimoniali.
Controlli e quesiti di revisione
- Individuare la documentazione primaria che dimostra la natura dell’operazione e il soggetto competente a deliberarla, evitando di confondere autorizzazione interna e rappresentanza verso terzi.
- Riconciliare dati gestionali, delibere, contratti e contabilità generale, annotando eventuali incongruenze di classificazione, competenza temporale o valutazione.
- Formulare almeno uno scenario alternativo plausibile e verificare come cambierebbero decisione, informativa e rischi per soci, società e creditori.