Pakistan
| Capitale | Islamabad |
|---|---|
| Valuta | rupia pakistana (PKR) |
| Lingue | Urdu lingua nazionale; inglese per funzioni ufficiali; numerose lingue regionali |
| Area | Asia meridionale |
Territorio, rilievi e bacino dell’Indo
Il Pakistan si affaccia sul Mar Arabico e confina con India, Cina, Afghanistan e Iran. A nord si elevano Karakorum, Hindu Kush e Himalaya, con il K2 nella regione del Karakorum; verso sud il sistema dell’Indo attraversa vaste pianure irrigue prima di sfociare nel Mar Arabico. Il Belucistan occidentale presenta ambienti aridi, mentre la fascia costiera collega il Paese alle rotte dell’Oceano Indiano.
Acqua, agricoltura e rischi
L’Indo è il fulcro dell’agricoltura irrigua e delle principali infrastrutture idriche. La dipendenza da dighe, canali e ghiacciai rende cruciali portata, qualità dell’acqua e manutenzione. Il Pakistan è esposto a grandi inondazioni, siccità, terremoti e ondate di calore: eventi di questo tipo hanno impatti diversi a seconda della povertà, dell’urbanizzazione e della capacità amministrativa locale.
Formazione dello Stato
Il Pakistan nacque nel 1947 dalla partizione dell’India britannica, accompagnata da drammatici spostamenti di popolazione e violenze. Comprendeva inizialmente anche un’area orientale separata da territorio indiano; questa divenne Bangladesh nel 1971. La storia politica pakistana è segnata dall’alternanza tra governi civili e fasi di predominio militare, oltre che da differenze regionali e questioni federali.
Istituzioni e geografia umana
Il Pakistan è una repubblica federale; Islamabad è la capitale politica. Karachi è una grande metropoli portuale e finanziaria, Lahore un polo culturale e industriale, Peshawar un nodo storico di collegamento con l’Afghanistan. Punjabi, sindhi, pashtun, beluci e altre comunità riflettono un paesaggio linguistico plurale. Le scelte di infrastrutturazione e redistribuzione fiscale incidono fortemente sugli equilibri territoriali.
Economia e posizione geopolitica
L’economia comprende produzione tessile, agricoltura, industria, servizi e rimesse. Il porto di Karachi e lo sviluppo di Gwadar rivestono rilievo per il commercio marittimo. La relazione con la Cina e i progetti di corridoi economici, così come i rapporti difficili con l’India e la controversia sul Kashmir, influenzano investimenti, sicurezza e priorità pubbliche.
L’Indo come struttura del territorio
Il sistema dell’Indo collega alte montagne settentrionali, pianure irrigue del Punjab e del Sindh e un delta sul Mar Arabico. La combinazione di neve, ghiacciai e piogge alimenta il bacino, ma le portate variano secondo stagioni e condizioni meteorologiche. Canali e sbarramenti distribuiscono acqua su grandi superfici agricole. La produttività dipende anche da drenaggio, manutenzione e qualità delle falde: eccesso di acqua e accumulo di sali possono danneggiare i suoli quanto una carenza. I prelievi a monte modificano gli apporti al delta, influenzando mangrovie, pesca e penetrazione dell’acqua marina nelle aree costiere.
Montagne, altopiani e collegamenti
Il nord comprende sistemi montuosi fra i più elevati della Terra, dove valli e valichi organizzano itinerari e insediamenti. La loro spettacolarità non riduce la difficoltà di fornire servizi e mantenere strade in aree soggette a frane e piene. Il Belucistan presenta invece vasti altopiani e ambienti aridi, con bassa densità e insediamenti distanziati. La distribuzione di infrastrutture e investimenti assume qui un rilievo sociale e politico particolare. Karachi concentra portualità, industria e servizi; Lahore, Faisalabad, Rawalpindi e Islamabad partecipano a reti urbane con funzioni diverse. Le distanze fra questi sistemi riflettono contrasti ambientali e storie regionali profonde.
Civiltà fluviali e produzioni contemporanee
Mohenjo-daro documenta l’antica urbanizzazione della valle dell’Indo, con un’organizzazione dello spazio che attribuiva importanza ad acqua e drenaggio. Questa eredità appartiene a una storia più ampia di scambi fra subcontinente, Iran e Asia centrale. L’economia contemporanea comprende filiere tessili collegate al cotone, agricoltura, servizi e migrazioni di lavoro. La competitività industriale dipende da energia, qualità della produzione e accesso ai porti, mentre le famiglie possono integrare redditi locali e rimesse. Piene estese e altri disastri colpiscono reti agricole e urbane insieme: proteggere soltanto i grandi centri non basta se vengono interrotti i sistemi che li riforniscono di alimenti, lavoro e materie prime.