Il sistema himalayano e la sicurezza dell’acqua
L’Himalaya non è soltanto uno spartiacque fisico. La catena condiziona circolazione atmosferica, distribuzione degli insediamenti e disponibilità di acqua dolce in bacini che proseguono molto oltre le montagne. La portata stagionale dei fiumi dipende in misura variabile da precipitazioni, accumulo nevoso e fusione dei ghiacciai; generalizzare il contributo glaciale a tutti i bacini sarebbe scorretto. Opere idroelettriche, invasi e sistemi irrigui possono produrre vantaggi, ma modificano il regime fluviale e rendono indispensabile una cooperazione transfrontaliera.
Il rischio non è uniforme. Nelle valli montane possono verificarsi piene improvvise di laghi glaciali e frane; nelle grandi pianure l’esposizione riguarda anche inondazioni estese e periodi di scarsità irrigua. Per analizzare un progetto sul bacino dell’Indo o del Gange è quindi necessario distinguere la scala idrologica da quella politico-amministrativa.