La rappresentazione della Terra
Coordinate geografiche
La posizione assoluta di un punto viene espressa attraverso latitudine e longitudine. La latitudine è la distanza angolare dall’Equatore, misurata verso nord o verso sud fino ai poli; la longitudine è la distanza angolare dal meridiano fondamentale di Greenwich, verso est oppure verso ovest. Le coordinate permettono di identificare luoghi senza dipendere da nomi locali o confini amministrativi.
Il reticolato geografico è formato da paralleli e meridiani. I paralleli sono circonferenze ideali parallele all’Equatore e diminuiscono in lunghezza avvicinandosi ai poli. I meridiani congiungono idealmente i poli e, a differenza dei paralleli, convergono alle estremità della Terra. Dire che due località hanno la medesima longitudine non significa che siano alla medesima distanza dall’Equatore.
Scale e proiezioni
Una carta deve ridurre le distanze reali secondo un rapporto di scala. Alla scala 1:100.000, un centimetro sulla carta corrisponde a un chilometro sul terreno; questo vale per distanze lineari misurate con le opportune condizioni cartografiche. Una carta a grande scala rappresenta un’area più ristretta con maggior dettaglio rispetto a una carta a piccola scala.
La superficie terrestre è curva, mentre una carta ordinaria è piana. Ogni proiezione introduce quindi deformazioni almeno in una delle grandezze fondamentali: aree, angoli, forme o distanze. La proiezione di Mercatore è utile per alcuni impieghi nautici perché preserva gli angoli localmente, ma ingrandisce fortemente le regioni ad alte latitudini. Per confrontare l’estensione degli Stati sono preferibili proiezioni equivalenti, che conservano le proporzioni delle superfici.
Tempo e fusi orari
La rotazione terrestre provoca l’alternarsi del giorno e della notte e spiega la differenza dell’ora solare tra meridiani. Gli orari civili sono organizzati in fusi e definiti dagli Stati: non seguono sempre fasce longitudinali regolari, perché rispondono anche a ragioni politiche ed economiche. L’ora legale aggiunge un ulteriore scarto stagionale in alcuni Paesi.
La linea internazionale del cambiamento di data corre approssimativamente vicino al meridiano di 180 gradi ma presenta deviazioni. Attraversandola si modifica la data del calendario; non è una frontiera naturale e il suo tracciato rispecchia anche le esigenze delle comunità insulari del Pacifico.