Indonesia
Capitale: Giacarta (transizione verso Nusantara) | Valuta: rupia indonesiana
Un gigantesco arcipelago
L’Indonesia si estende fra oceano Indiano e Pacifico e comprende le isole di Sumatra, Giava e Sulawesi, la parte indonesiana del Borneo (Kalimantan) e la porzione occidentale della Nuova Guinea. Le foreste equatoriali, i vulcani, i mari interni e le barriere coralline formano paesaggi molto diversi. Il clima tropicale e il rischio sismico condizionano profondamente la distribuzione degli insediamenti.
Storia, società e assetto politico
Antichi regni commerciali, diffusione dell’islam, colonizzazione olandese e lotta per l’indipendenza hanno contribuito alla formazione dello Stato contemporaneo. La Repubblica è caratterizzata da un’enorme pluralità etnica e linguistica, unita dall’uso della lingua indonesiana. Le autonomie territoriali e il rapporto fra isole centrali e periferiche costituiscono temi politici ricorrenti.
Economia e trasformazioni urbane
Giava ospita una quota notevole della popolazione e delle attività produttive. L’economia combina agricoltura, estrazione di carbone e nichel, industria, servizi e commercio. La costruzione di Nusantara nel Borneo rientra in un trasferimento graduale delle funzioni della capitale: il programma ufficiale indica il 2028 come obiettivo per il ruolo di capitale politica. Un obiettivo di programmazione non equivale al completamento del trasferimento. La deforestazione e la tutela degli ecosistemi sono sfide fondamentali.
Un arcipelago tra due grandi regioni biologiche
Le isole occidentali sono legate alla piattaforma della Sonda, mentre la Nuova Guinea appartiene al sistema della piattaforma di Sahul. Fra questi spazi si colloca la Wallacea, area di transizione nella quale profondi bracci di mare hanno limitato gli scambi di alcune specie anche durante le fasi di livello marino più basso. La biodiversità indonesiana riflette quindi una storia geologica e biogeografica complessa. Le differenze fra isole riguardano anche piogge, suoli e stagionalità. Proteggere una foresta su un’isola non sostituisce la tutela di habitat simili altrove, perché questi possono ospitare comunità biologiche e specie endemiche differenti.
Agricoltura e coordinamento dell’acqua
Su Giava e Bali la risicoltura irrigua associa disponibilità idrica, suoli fertili e una lunga storia di popolamento. A Bali il sistema subak coordina distribuzione dell’acqua, lavoro agricolo e pratiche culturali attraverso istituzioni locali. I terrazzamenti funzionano come parti di un bacino condiviso: modificare un prelievo o convertire campi in edifici può avere effetti sugli utilizzatori a valle. In altre isole, piantagioni e colture alimentari rispondono a mercati e condizioni differenti. Il drenaggio delle torbiere può favorire incendi e liberazione di carbonio, mostrando che l’espansione agricola deve essere valutata anche rispetto alle caratteristiche dei suoli e degli ecosistemi coinvolti.
Collegare le isole e distribuire lo sviluppo
La concentrazione di popolazione e attività a Giava rende importante il collegamento con porti, risorse e centri produttivi delle altre isole. Le rotte interne trasportano alimenti, energia e materiali, mentre la qualità dei terminali influenza costi e regolarità degli approvvigionamenti. Lo sfruttamento del nichel, del carbone e di altre risorse può creare impianti e lavoro, ma comporta trasformazioni del paesaggio e fabbisogni energetici. La diversità linguistica e culturale si intreccia con questa geografia economica. Rendere accessibili scuola, salute e telecomunicazioni nelle isole periferiche richiede soluzioni differenti da quelle delle grandi metropoli, soprattutto dove piccole popolazioni sono separate da vaste distanze marine.