America centrale
L’America centrale è l’istmo che collega il Messico alla massa continentale sudamericana. I sette Stati qui studiati — Belize, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama — non costituiscono un insieme uniforme: differiscono per assetto linguistico, storia coloniale, distribuzione della terra, istituzioni e struttura produttiva. La regione è però attraversata da processi fisici comuni, in particolare l’interazione fra le placche tettoniche, i rilievi vulcanici, i bacini versanti verso il Pacifico e il Mar dei Caraibi e l’esposizione agli uragani tropicali.
La maggiore parte dell’istmo presenta montagne interne e pianure costiere. Il versante caraibico è spesso più umido; quello pacifico conosce in diverse aree una stagione secca più netta. Le foreste pluviali, le mangrovie e le barriere coralline compongono un patrimonio biologico di grande importanza ma sottoposto a pressioni dovute alla conversione agricola, agli insediamenti e ai cambiamenti climatici. La posizione interoceanica conferisce una rilevanza economica particolare ai porti, alle strade e al Canale di Panama.
Per comprendere ciascuno Stato occorre distinguere la geografia fisica dalla storia politico-sociale. La civiltà maya influenzò profondamente il settore settentrionale; la colonizzazione spagnola interessò gran parte dell’istmo, mentre il Belize seguì una traiettoria britannica. Nel XIX secolo si formarono ordinamenti indipendenti, spesso segnati da conflitti sulla terra, sulla rappresentanza politica e sui rapporti con potenze esterne. Oggi alla produzione agricola si affiancano manifattura, servizi, turismo, logistica e rimesse degli emigrati, con pesi assai diversi da un Paese all’altro.