Asia centrale
Le cinque repubbliche dell’Asia centrale: paesaggi, Stati, società e trasformazioni economiche
Quadro regionale
L’Asia centrale comprende, nella classificazione qui adottata, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Sono cinque repubbliche divenute indipendenti nel 1991, in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Il loro spazio geografico non coincide semplicemente con una vasta pianura interna: a nord si estendono steppe e bassopiani, a est e sud-est si innalzano sistemi montuosi imponenti, a sud-ovest predominano deserti e altopiani aridi. La distanza dagli oceani determina forti escursioni termiche stagionali e rende costoso raggiungere i mercati marittimi. Il territorio della regione funziona da cerniera fra Russia, Cina, mondo iranico e Asia meridionale.
Una prima distinzione essenziale oppone gli Stati montuosi, Kirghizistan e Tagikistan, ai grandi spazi aridi del Kazakistan, dell’Uzbekistan e del Turkmenistan. Le montagne del Tian Shan e del Pamir costituiscono fondamentali riserve di neve e ghiaccio; lo scioglimento stagionale alimenta fiumi e irrigazione nelle pianure. Ne consegue una relazione di interdipendenza: i Paesi a monte hanno un’importante capacità idroelettrica, mentre quelli a valle utilizzano ampi volumi d’acqua per colture, insediamenti e industria. Non esiste quindi una separazione netta fra geografia fisica ed economia politica.
La regione ospitò per secoli città commerciali e oasi collegate dalle reti della Via della Seta, termine convenzionale che indica molteplici rotte, non un’unica strada. Samarcanda e Bukhara furono centri culturali e commerciali di primaria importanza. La conquista russa, l’integrazione sovietica e la successiva indipendenza hanno lasciato infrastrutture, confini amministrativi e sistemi produttivi che continuano a influenzare i rapporti fra i cinque Stati. Il russo conserva diffusione come lingua di comunicazione, sebbene gli usi linguistici differiscano notevolmente fra Paesi e generazioni.
Una caratteristica economica comune è la necessità di diversificare le attività produttive e le rotte commerciali, ma le dotazioni nazionali sono molto differenti. Il Kazakistan dispone di importanti risorse petrolifere e minerarie; il Turkmenistan è fortemente associato all’estrazione di gas naturale; l’Uzbekistan combina industria, agricoltura irrigua, estrazione e servizi; Kirghizistan e Tagikistan si distinguono per la geografia montuosa, l’idroelettrico e il ruolo economico delle rimesse dei migranti. Questa differenziazione rende poco significativo parlare di una sola “economia centroasiatica” senza precisare il Paese.