34. Sistema immunitario e nutrizione
“Rafforzare le difese” è un'espressione imprecisa
Il sistema immunitario non è un muscolo che debba essere genericamente potenziato. Una risposta immunitaria troppo debole aumenta la vulnerabilità alle infezioni, ma una risposta eccessiva o mal regolata può contribuire ad allergie, autoimmunità e danno tissutale. L'obiettivo è quindi sostenere una funzione immunitaria normale, non “stimolarla al massimo”.
Malnutrizione energetica, carenze proteiche e deficit di specifici micronutrienti possono compromettere l'immunità. Per questo un'alimentazione adeguata è essenziale. In una persona già ben nutrita, però, assumere megadosi di vitamine non trasforma il sistema immunitario in una barriera invulnerabile.
Proteine e immunità
Anticorpi, citochine, recettori e numerose molecole immunitarie sono proteine. Una grave carenza proteico-energetica compromette la capacità di risposta alle infezioni e la riparazione dei tessuti. Nei paesi ad alto reddito il problema riguarda soprattutto anziani fragili, pazienti con malattie croniche o persone che seguono diete estremamente restrittive, più che adulti sani con alimentazione varia.
Questo non significa che aumentare indefinitamente le proteine oltre il fabbisogno renda il sistema immunitario più efficiente. Una volta soddisfatte le necessità, l'eccesso viene utilizzato come substrato energetico o trasformato e l'azoto eliminato.
Vitamina C, vitamina D e zinco
La vitamina C partecipa a funzioni di barriera e attività di cellule immunitarie. Una carenza grave aumenta la vulnerabilità e compromette la guarigione. Nella popolazione che consuma regolarmente frutta e verdura il fabbisogno è generalmente raggiungibile senza megadosi. Supplementi molto elevati non impediscono in modo affidabile di contrarre le comuni infezioni respiratorie, anche se in alcuni contesti possono modificare modestamente la durata dei sintomi.
La vitamina D interagisce con il sistema immunitario e livelli molto bassi devono essere corretti. Tuttavia, l'osservazione che una vitamina partecipi all'immunità non dimostra che dosi alte prevengano ogni infezione. La supplementazione va guidata da rischio, stato nutrizionale e indicazioni cliniche.
Lo zinco è necessario per la funzione di numerosi enzimi e cellule immunitarie. Una carenza è problematica, ma un eccesso cronico può interferire con il rame e causare altri effetti. Pastiglie di zinco sono state studiate per il raffreddore con risultati dipendenti da formulazione e tempistica; ciò non giustifica l'uso quotidiano indiscriminato di dosi elevate.
Microbiota e immunità
Una grande parte del sistema immunitario interagisce con l'intestino. Il microbiota partecipa alla maturazione immunitaria e alla produzione di metaboliti. Una dieta ricca di fibre e vegetali favorisce substrati per la fermentazione, ma non esiste un alimento capace di “riparare il 70% del sistema immunitario” in pochi giorni, come spesso afferma il marketing.
Probiotici specifici possono avere utilità in alcune condizioni, per esempio in determinate forme di diarrea associata ad antibiotici, ma l'effetto è ceppo-specifico. Comprare un prodotto con molti miliardi di batteri senza conoscere ceppi e indicazione non garantisce un risultato migliore.
Infezioni e alimentazione
Durante febbre e infezioni l'appetito può diminuire mentre aumentano alcune richieste metaboliche. La priorità è mantenere idratazione e introdurre energia e proteine compatibilmente con la tolleranza. Non serve forzare quantità enormi di cibo in una breve malattia, ma nei pazienti fragili una riduzione prolungata può accelerare la perdita di massa muscolare.
Brodo, tisane e cibi semplici possono essere confortevoli, ma non “uccidono il virus”. Il recupero dipende dall'immunità, dal tempo e, quando indicato, dalle terapie specifiche.