Aggiornamento normativo del 14 settembre 2026. Rivisti organi societari, responsabilità dei sindaci, OPA, voto delle quotate e scissione mediante scorporo. Fonti: legge 35/2025, d.lgs. 88/2025 e d.lgs. 47/2026. I richiami storici sono distinti dalla disciplina attuale.
IMPRESA OCCULTA
1) NOZIONE
L’“impresa occulta” non è definita dal codice civile. Indica la situazione in cui:
- un soggetto è titolare effettivo dell’attività d’impresa (decide, dirige, beneficia)
- ma si avvale di un prestanome che appare ai terzi come imprenditore
Caratteristica tipica: manca la spendita del nome dell’imprenditore effettivo, quindi i terzi contrattano con il prestanome.
2) PROBLEMA PRATICO
Finché l’attività va bene, la questione resta spesso “invisibile”. Il problema emerge in caso di crisi: se viene assoggettato a procedura il prestanome, ci si chiede se sia possibile coinvolgere anche chi ha agito “dietro le quinte”.
Attenzione: il punto non è che “il fallimento comporta responsabilità illimitata” (nelle società di capitali no). Il punto è che, nelle procedure concorsuali, i creditori cercano di aggredire anche il patrimonio del soggetto che ha effettivamente gestito, quando l’intestazione è solo apparente.
3) MANDATO SENZA RAPPRESENTANZA E LIMITI (ART. 1705 C.C.)
Richiamando lo schema del mandato senza rappresentanza:
- il mandatario (prestanome) acquista diritti e assume obblighi in nome proprio
- gli effetti restano nella sua sfera giuridico-patrimoniale verso i terzi
- il mandante (imprenditore effettivo) resta sullo sfondo nei rapporti esterni
Questa impostazione, se applicata in modo rigido, rischia di creare un risultato distorsivo: permettere a chi dirige l’impresa di sottrarsi alla disciplina e alle conseguenze della crisi, lasciando esposti i terzi.
4) ESTENSIONE DELLA PROCEDURA IN CASO DI SOCIETÀ OCCULTA (CODICE DELLA CRISI)
La via più solida non è “qualificare” direttamente l’imprenditore occulto, ma dimostrare l’esistenza di una società occulta.
Regola chiave: se un imprenditore individuale è assoggettato a procedura e si accerta che operava come socio illimitatamente responsabile di una società occulta con altri, la procedura può estendersi:
- alla società occulta
- agli altri soci illimitatamente responsabili
L’elemento decisivo da provare è il rapporto societario (affectio societatis), cioè:
- contributi o conferimenti (anche non formali)
- gestione comune o coordinata
- partecipazione agli utili e alle perdite
- volontà di operare insieme come “impresa collettiva”, anche se non dichiarata
Effetto pratico: i creditori possono soddisfarsi su più patrimoni, non solo su quello del prestanome.
5) IMPRESA FIANCHEGGIATRICE
L’“impresa fiancheggiatrice” è una costruzione dottrinale e giurisprudenziale, non una categoria espressamente disciplinata dal codice. È stata elaborata per descrivere, in presenza di fatti particolarmente significativi, un’attività autonoma di finanziamento, direzione o sostegno sistematico esercitata da un soggetto rispetto all’impresa formalmente riferibile ad altri. Per configurarla non basta la semplice influenza o il finanziamento occasionale: occorre dimostrare un’attività autonoma che presenti i requisiti dell’art. 2082 c.c.
- il finanziamento o sostegno deve presentare carattere sistematico e organizzato;
- l’eventuale attività di indirizzo o condizionamento deve essere stabile e concretamente provata.
Solo se questa attività autonoma integra i requisiti dell’impresa può assumere rilievo anche sul piano della crisi. La figura deve essere utilizzata con particolare cautela: non comporta automaticamente l’imputazione al dominus dei debiti dell’impresa apparente né l’estensione automatica della procedura aperta nei confronti del prestanome. Tali conseguenze richiedono uno specifico fondamento normativo e la prova dei relativi presupposti.
6) SPENDITA DEL NOME E AFFIDAMENTO DEI TERZI
Regola di fondo: nei traffici, per imputare in via ordinaria gli effetti al dominus serve la spendita del nome. Proprio perché nel fenomeno occulto la spendita manca, i rimedi cercano altre basi: società occulta, responsabilità da direzione/ingerenza, disciplina concorsuale, tutela dell’affidamento e ricostruzioni tipiche della rappresentanza commerciale.