CAPITOLO 2 - Contabilità Nazionale, PIL ed Inflazione
1. Introduzione alla contabilità nazionale
La contabilità nazionale è un sistema di misurazione che descrive in termini quantitativi l’attività economica di un Paese o di un’area (es. una regione). Si concentra sulla produzione, sullo scambio e sul trasferimento di risorse.
Questi sistemi si sono diffusi soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, quando si è reso necessario misurare con precisione lo sviluppo economico e confrontare i paesi tra loro.
L’obiettivo principale è misurare la produzione aggregata, cioè il valore complessivo di beni e servizi prodotti. Lo strumento usato è il PIL (Prodotto Interno Lordo), che rappresenta la misura standard della produzione di un Paese.
Gli operatori economici principali sono quattro:
- Famiglie (consumatori, offerta di lavoro)
- Imprese (produzione di beni e servizi)
- Pubblica Amministrazione (PA) (servizi collettivi e redistribuzione)
- Estero (rapporti economici con altri Paesi)
I fattori di produzione sono due:
- Lavoro (attività umane, sia fisiche che intellettuali)
- Capitale (beni utilizzati per produrre altri beni)
I beni si distinguono in:
- Beni di produzione:
ad uso durevole → beni capitali/strumentali (es. macchinari)
- ad uso immediato → beni intermedi (usati nei processi produttivi)
- Beni di consumo:
durevoli (es. auto, elettrodomestici)
- non durevoli o immediati (es. cibo)
Per semplificare lo studio, spesso si ipotizza:
- che vengano scambiati solo beni ad uso immediato,
- che non esista la Pubblica Amministrazione,
- e che si tratti di un’economia chiusa (nessuno scambio con l’estero).
2. Produzione aggregata e definizioni di PIL
a) Definizione dal lato dei beni finali
Il PIL è il valore dei beni e servizi finali prodotti in un Paese in un determinato periodo di tempo.
Un bene finale è destinato al consumo o all’investimento, mentre un bene intermedio serve per produrre altri beni. I beni intermedi non vanno conteggiati due volte.
Esempio semplificato:
- Un’impresa casearia produce formaggio per 100, venduto interamente a un’impresa di panini al formaggio.
- L’impresa di panini vende panini finali a 200.
Il PIL non è 100 + 200 (sarebbe un doppio conteggio), ma solo 200, perché è il valore dei beni finali.
b) Definizione dal lato del valore aggiunto
Ogni impresa contribuisce al PIL attraverso il suo valore aggiunto (VA), ossia produzione meno beni intermedi.
Nell’esempio:
- VA impresa casearia = 100 - 0 = 100
- VA impresa panini = 200 - 100 = 100
Totale PIL = 100 + 100 = 200
c) Definizione dal lato del reddito
Il PIL può essere visto anche come la somma dei redditi percepiti (salari, profitti, rendite, interessi).
Nell’esempio: i ricavi, al netto dei beni intermedi, diventano salari (es. 80 e 70) o profitti (es. 20 e 30), per un totale di 200.
In un’economia chiusa, quindi:
- PIL = valore beni finali = somma valori aggiunti = somma redditi.
3. Componenti del PIL
Il PIL rappresenta la domanda di beni finali. Le principali componenti sono:
- Consumi (C): spesa delle famiglie per beni e servizi finali.
- Investimenti (I):
fissi (beni durevoli che aumentano lo stock di capitale, es. edifici, macchinari),
- variazione delle scorte (beni prodotti ma non ancora venduti).
In un’economia chiusa senza Stato:
4. Risparmio e Investimenti
Il risparmio (S) è la parte del reddito non consumata.
Dal lato reddito: PIL = C + S
Dal lato domanda: PIL = C + I
→ quindi, in economia chiusa: S = I (i risparmi finanziano gli investimenti).
5. PIL Netto e PIL al costo dei fattori
- Ammortamento = perdita di valore del capitale nel tempo (usura o obsolescenza).
- PIN (Prodotto Interno Netto) = PIL - ammortamento.
- PIL a costo dei fattori (PILcf) = PIL - imposte indirette.
6. La Pubblica Amministrazione (PA)
La PA include Stato, enti locali, enti previdenziali.
Le sue attività principali sono:
- Produzione di servizi non destinati alla vendita (istruzione, sanità, giustizia, difesa, sicurezza). Questi entrano nel PIL.
- Trasferimenti di reddito (pensioni, sussidi, contributi): non creano nuova produzione, quindi non entrano nel PIL.
Il valore aggiunto della PA si calcola come:
stipendi dipendenti + ammortamenti
Dal lato della domanda, i consumi e investimenti pubblici vengono riassunti nella voce G, quindi:
7. Economia Aperta
In un’economia aperta si considerano anche gli scambi con l’estero.
- PIL: produzione interna.
- PNL (Prodotto Nazionale Lordo): produzione dei residenti (anche all’estero).
- RNL (Reddito Nazionale Lordo): redditi percepiti dai residenti.
- RNLd (Reddito Nazionale Lordo Disponibile): RNL + trasferimenti netti dall’estero.
Equazione di contabilità nazionale in economia aperta:
dove:
- M = importazioni
- X = esportazioni
8. PIL reale e PIL nominale
- PIL nominale: produzione valutata a prezzi correnti.
- PIL reale: produzione valutata a prezzi costanti (di un anno base).
Serve per distinguere se la crescita dipende da quantità prodotte o solo da prezzi.
Esempio: PIL nominale vs PIL reale
Supponiamo che l’economia produca due beni: pane e vino.
Indichiamo:
- () = quantità prodotta nell’anno (),
- () = prezzo nell’anno ().
1. PIL nominale
Il PIL nominale nell’anno () è la produzione valutata a prezzi correnti:
Esempio (numeri inventati ma tipici del libro):
- Anno 2005:
- Anno 2006:
→ Il PIL nominale cresce da 700 a 894, ma non sappiamo se è perché sono cresciute le quantità o i prezzi.
2. PIL reale
Il PIL reale nell’anno () è la produzione valutata a prezzi costanti (di un anno base).
Scegliamo come anno base il 2005:
- Anno 2005 (ovviamente coincide con il ):
- Anno 2006 (quantità del 2006, prezzi del 2005):
→ Il PIL reale cresce da 700 a 840: la crescita “depurata dall’inflazione” è del +20%.
3. Deflatore del PIL
Il deflatore misura il livello medio dei prezzi rispetto all’anno base:
- 2005: (anno base).
- 2006: .
→ Significa che i prezzi medi sono cresciuti del 6,4% tra 2005 e 2006.
Quindi:
- PIL nominale,
- PIL reale Deflatore
4. Tasso di inflazione
Il tasso di inflazione misura la variazione percentuale del livello dei prezzi da un anno all’altro:
Per il nostro esempio:
Sintesi
- PIL nominale: misura valore a prezzi correnti → cresce da 700 a 894 (+27,4%).
- PIL reale: misura quantità a prezzi costanti → cresce da 700 a 840 (+20%).
- Deflatore del PIL: cattura la crescita dei prezzi (inflazione) → passa da 1 a 1,064 → prezzi medi ↑ 6,4%.
- Tasso di inflazione (2006) = 6,4%.
9. Indici dei prezzi
Per misurare il costo della vita si usano indici dei prezzi al consumo:
- NIC: intera popolazione → riferimento per politiche economiche.
- FOI: famiglie di operai e impiegati → usato per rivalutazioni (es. affitti).
- IPCA: indice armonizzato europeo, comparabile tra paesi.
10. Limiti del PIL
Il PIL non misura:
- distribuzione del reddito,
- produzione dannosa (inquinamento),
- qualità della vita (tempo libero, salute, relazioni sociali).
Per questo sono stati introdotti indicatori alternativi:
- HDI (Human Development Index) → combina reddito, istruzione, aspettativa di vita.
- BLI (Better Life Index) → valuta benessere su più dimensioni (reddito, lavoro, relazioni, ambiente, salute, sicurezza, ecc.).
11. Inflazione
L’inflazione è l’aumento nel tempo del livello medio dei prezzi.
Può essere misurata:
- tramite deflatore del PIL,
- tramite indici dei prezzi al consumo (NIC, FOI, IPCA).
Tipi di inflazione:
- Congiunturale: variazione rispetto al mese precedente,
- Tendenziale: variazione rispetto allo stesso mese dell’anno prima.
Un’inflazione elevata genera perdita di potere d’acquisto e incertezza sugli investimenti a lungo termine.
12. Indice dei Prezzi al Consumo (IPC)
Cos’è l’IPC
- L’IPC (o CPI, Consumer Price Index) è un indice statistico che misura la variazione nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi rappresentativo dei consumi delle famiglie.
- Serve a stimare il tasso di inflazione che le famiglie sperimentano, ovvero quanto è aumentato il costo della vita.
- In Italia, l’ISTAT calcola vari IPC:
• Indice NIC (tutta la collettività nazionale)
• Indice FOI (famiglie operai e impiegati)
• Indice armonizzato europeo (IPCA)
Come si costruisce (passaggi)
In linea teorica i passaggi fondamentali sono:
- Definire il paniere fisso
Si sceglie un insieme rappresentativo di beni e servizi (es. alimentari, trasporti, abitazione, salute, vestiti, istruzione…) che riflette i consumi tipici delle famiglie. Le quantità del paniere sono fisse (non cambiano da periodo a periodo). - Rilevare i prezzi
Per ogni bene/servizio nel paniere, si raccolgono i prezzi nei vari periodi (ad esempio ogni mese o ogni anno). - Calcolare il costo del paniere in ciascun anno
Moltiplichi la quantità (fissa) per il prezzo del periodo corrente.
dove () = quantità nel paniere base.
- Scegliere un anno base e costruire l’indice
Si definisce un anno base (es. anno “0”) in cui l’IPC = 100 (o 1). Poi per ogni anno (t):
Questo dà l’indice relativo al costo del paniere rispetto all’anno base.
- Calcolare il tasso di inflazione
L’inflazione tra l’anno (t-1) e l’anno (t) è la variazione percentuale dell’IPC:
È il modo standard per passare da indice a tasso.
Limiti e problemi dell’IPC
L’IPC non è perfetto; ci sono alcuni bias che gli statistici cercano di correggere:
- Bias di sostituzione: le famiglie tendono a sostituire beni che diventano più costosi con altri meno costosi, ma con paniere fisso non lo si riflette.
- Nuovi beni: il paniere può non includere subito beni nuovi, quindi le variazioni di prezzo non sono catturate.
- Cambiamenti di qualità: se un bene migliora nella qualità, parte del suo aumento di prezzo riflette qualità, non solo inflazione.
- Effetti di peso: la ponderazione dei beni nel paniere deve rispecchiare i consumi reali; se i consumi cambiano, il paniere fissa può distorcere.
Esempio:
Facciamo un esempio semplificato con due beni, “Pane” e “Latte”, su 2 anni (anno base = 2005).
Supponiamo:
| Bene | Quantità paniere (anno base 2005) | Prezzo 2005 | Prezzo 2006 |
| Pane | 100 | 2,00 € | 2,20 € |
| Latte | 50 | 1,50 € | 1,65 € |
- Costo del paniere in 2005 (anno base):
- Costo del paniere in 2006 (stesse quantità):
- Calcolo IPC (2005 come base 100):
- Quindi l’indice passa da 100 a 110 → aumento del 10%.
- Tasso di inflazione (2006 rispetto a 2005):
Quindi i prezzi medi dei beni del paniere sono aumentati del 10% da 2005 a 2006 secondo l’IPC.
12. Produzione e crescita economica
- Breve periodo (anni): la produzione dipende dalla domanda aggregata (consumi, spesa pubblica, fiducia).
- Medio periodo (decennio): la produzione dipende dall’offerta (tecnologia, capitale, forza lavoro).
- Lungo periodo (decenni): la crescita dipende da fattori strutturali (istruzione, ricerca, mercati finanziari, innovazione).