1. La pelle come organo
Da una cellula a un tessuto
Una cellula è un'unità biologica delimitata da una membrana, capace di svolgere attività organizzate: utilizzare energia, produrre molecole, rispondere a segnali e, in determinate condizioni, dividersi. Le cellule di uno stesso organismo possiedono in larga parte lo stesso patrimonio genetico, ma ne utilizzano porzioni diverse. Una cellula che produce pigmento e una che fabbrica collagene non svolgono lo stesso lavoro, pur appartenendo entrambe alla pelle. Un tessuto è un insieme organizzato di cellule e materiale extracellulare; un organo combina più tessuti in una struttura funzionale.
La cute propriamente detta comprende epidermide e derma. Al di sotto si trova l'ipoderma, o tessuto sottocutaneo, strettamente associato alla pelle ma distinto da essa in senso anatomico. Nei disegni divulgativi questi tre livelli vengono spesso presentati insieme: è utile per orientarsi, purché non si perda la distinzione. La loro proporzione varia molto tra palpebra, schiena, palmo e pianta del piede; non esiste uno spessore universale valido per tutto il corpo.
L'epidermide: una superficie che si rinnova
L'epidermide è un epitelio stratificato: «epitelio» indica un tessuto formato da cellule ravvicinate; «stratificato» significa disposto in più strati. La maggioranza delle sue cellule è costituita da cheratinociti, così chiamati perché producono cheratine, proteine strutturali che contribuiscono alla resistenza meccanica. Nello strato basale, il più profondo, alcune cellule proliferano. Le cellule figlie intraprendono un percorso di maturazione, modificando forma, contenuto e rapporti con le cellule vicine.
Procedendo verso la superficie si incontrano lo strato spinoso, lo strato granuloso e infine lo strato corneo. Nella cute spessa di palmi e piante è riconoscibile anche lo strato lucido. Questi nomi derivano dall'aspetto osservato al microscopio, non da compartimenti completamente separati. Il passaggio dall'uno all'altro è un processo coordinato: la cellula modifica le proteine, prepara lipidi e costruisce un involucro resistente, fino a diventare un corneocita.
Il corneocita ha perso nucleo e gran parte degli organelli, ma non per questo è «sporcizia». È un elemento fondamentale della barriera. Dire che uno scrub elimina cellule morte è biologicamente incompleto: quelle cellule sono proprio la struttura di cui abbiamo bisogno in superficie. La desquamazione, cioè il distacco degli elementi più esterni, avviene normalmente senza bisogno di abrasione quotidiana. Un'esfoliazione utile modifica un equilibrio; non dovrebbe azzerarlo.
L'epidermide non possiede propri vasi sanguigni. Riceve ossigeno e nutrienti principalmente attraverso scambi con i tessuti sottostanti. Una crema non sostituisce questa nutrizione e il fatto che venga applicata dall'esterno non significa che raggiunga tutti gli strati. Anche il celebre «rinnovo in 28 giorni» è soltanto una semplificazione: i tempi dipendono da sede, età, metodo di misura e condizioni cutanee. Non sono un cronometro con cui promettere il risultato di qualsiasi cosmetico.
Le altre cellule dell'epidermide
I melanociti producono melanina e la trasferiscono ai cheratinociti attraverso strutture chiamate melanosomi. Sono cellule specializzate nella pigmentazione, non minuscoli sacchetti di abbronzatura da attivare senza conseguenze. Le cellule di Langerhans partecipano alla sorveglianza immunitaria: intercettano materiale e contribuiscono a presentarlo al sistema immunitario. Le cellule di Merkel prendono parte alla percezione tattile insieme alle terminazioni nervose. La pelle, quindi, non separa semplicemente interno ed esterno: raccoglie informazioni e le traduce in risposte.
Queste funzioni interagiscono. Un'infiammazione può modificare la pigmentazione; un danno di barriera può aumentare l'esposizione a sostanze irritanti; segnali nervosi e immunitari possono alimentare prurito e sensibilità. È il motivo per cui categorie commerciali come «idratazione», «rossore» e «macchie» descrivono aspetti diversi di un sistema che, nella realtà, non lavora per scomparti.
Il derma: sostegno, elasticità e comunicazione
Il derma è ricco di matrice extracellulare, cioè di materiale prodotto dalle cellule e disposto tra di esse. Contiene collagene, fibre elastiche, proteoglicani e glicosaminoglicani. I fibroblasti sono tra le cellule che producono e rimodellano questa matrice. Il collagene contribuisce soprattutto alla resistenza alla trazione; le fibre elastiche partecipano al ritorno dopo una deformazione. Non sono sinonimi e non funzionano come un semplice elastico immerso nell'acqua.
Il derma papillare è la porzione più superficiale, a contatto con l'epidermide; quello reticolare è più profondo e possiede un'organizzazione connettivale più robusta. La giunzione dermo-epidermica, che comprende la membrana basale, assicura adesione e comunicazione tra i due compartimenti. Non è una linea decorativa del disegno anatomico: la sua integrità è indispensabile perché la pelle resista agli stress senza separarsi in strati.
Nel derma si trovano vasi sanguigni, vasi linfatici, nervi e porzioni degli annessi cutanei. La vasodilatazione aumenta l'afflusso di sangue in superficie e può contribuire al rossore; la vasocostrizione lo riduce. Il colore che osserviamo dipende quindi anche dal sangue e dallo spessore dei tessuti, non soltanto dalla melanina. Questa distinzione sarà importante per capire occhiaie e discromie.
Ipoderma e annessi cutanei
L'ipoderma contiene tessuto adiposo organizzato in lobuli, separati da strutture connettivali. Offre ammortizzazione, isolamento e riserva energetica, ma è anche un tessuto metabolicamente attivo. Le modificazioni dei volumi sottocutanei contribuiscono all'aspetto del volto e del corpo: una crema superficiale non può ricostruire in modo equivalente i compartimenti adiposi o correggere ogni forma di cedimento.
Follicoli piliferi, ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare e unghie sono annessi cutanei. Il follicolo è la struttura che produce e contiene il pelo, non soltanto il punto visibile da cui emerge. Il fusto esterno è cheratinizzato; la sua crescita dipende da cellule vitali situate più in profondità. Le unghie vengono prodotte dalla matrice ungueale e proteggono le estremità delle dita. Ghiandole sebacee e sudoripare hanno secrezioni e funzioni differenti: sebo e sudore non sono la stessa sostanza.
Le funzioni che una buona routine dovrebbe rispettare
La pelle limita la perdita di acqua, ostacola l'ingresso di agenti esterni, partecipa all'immunità, percepisce stimoli e contribuisce alla regolazione della temperatura. Sudorazione e variazioni del flusso sanguigno permettono di disperdere calore; recettori e terminazioni nervose segnalano pressione, temperatura, dolore e prurito. La cute partecipa anche alla sintesi della vitamina D, ma questa funzione non rende l'esposizione intenzionale non protetta un trattamento universale per la salute.
Una routine ragionevole va valutata rispetto a queste funzioni. Se un prodotto rende la pelle apparentemente opaca ma provoca bruciore persistente, non ha ottenuto un buon equilibrio. Se un idratante migliora il comfort senza modificare i pori, non ha fallito: potrebbe aver svolto esattamente il lavoro per cui era stato scelto. La prima competenza cosmetica è imparare a chiedere a un prodotto un risultato compatibile con la sua azione e con la profondità a cui può operare.