14. Acidi esfolianti: AHA, BHA e PHA
La desquamazione esiste già
Lo strato corneo elimina continuamente cellule superficiali attraverso un processo organizzato. I legami che mantengono uniti i corneociti vengono modificati e degradati in modo controllato. Esfoliare significa intervenire su questa superficie, non liberare la pelle da uno strato inutile. Il corneo protegge: rimuoverne troppo o interferire eccessivamente con la sua coesione può generare infiammazione, bruciore e maggiore vulnerabilità.
Gli esfolianti possono migliorare determinati aspetti di ruvidità e irregolarità, ma non sono obbligatori per tutti. Il fatto che la pelle si rinnovi non giustifica un peeling quotidiano: al contrario, suggerisce che un processo fisiologico non debba essere accelerato indiscriminatamente. La domanda iniziale è quale problema si voglia correggere e se sia davvero adatto a un intervento esfoliante.
Che cosa distinguono le sigle
AHA significa alfa-idrossiacidi: nella molecola un gruppo ossidrilico si trova sul carbonio adiacente al gruppo carbossilico. Acido glicolico e acido lattico appartengono a questa famiglia. Nel linguaggio cosmetico il termine BHA viene usato soprattutto per l'acido salicilico, la cui struttura aromatica lo distingue dai comuni AHA. PHA indica poli-idrossiacidi o ingredienti correlati impiegati con finalità esfolianti e umettanti, come gluconolattone e acido lattobionico.
La dimensione molecolare e la struttura possono influenzare penetrazione e tolleranza, ma non consentono una graduatoria universale. Un PHA non è automaticamente innocuo su una dermatite; un AHA a concentrazione moderata può essere ben tollerato in una formula appropriata. Anche una stessa sostanza può comparire a dosaggi e pH diversi per funzioni differenti, compresa la semplice regolazione del pH.
pH e pKa: due numeri diversi
Il pH descrive l'ambiente della soluzione. Il pKa è una caratteristica dell'equilibrio di dissociazione di un acido in determinate condizioni. Un acido debole può esistere in una forma non dissociata, HA, e in una forma ionizzata, A−. Quando pH e pKa coincidono, in un sistema ideale le due forme sono presenti in quantità uguali. Se il pH aumenta rispetto al pKa, cresce la quota ionizzata; se diminuisce, cresce quella non dissociata.
L'equazione di Henderson–Hasselbalch, nella sua forma semplificata, è: pH = pKa + log10([A−]/[HA]). Non è una formula da utilizzare per preparare peeling domestici. Serve a capire perché la concentrazione totale non esaurisca l'informazione. Due prodotti con lo stesso acido al 5%, ma con pH e veicoli differenti, possono comportarsi in modo diverso. Nei cosmetici reali intervengono attività chimiche, solventi, neutralizzanti e altre complessità che questa rappresentazione elementare non descrive completamente.
Un esempio numerico, non una ricetta
Immaginiamo un acido ipotetico con pKa pari a 4, in una soluzione ideale. A pH 4, circa metà è nella forma HA. A pH 5, il rapporto A−/HA è circa 10 e la frazione HA è circa 1/11, cioè il 9%. A pH 3, il rapporto è circa 0,1 e la frazione HA è circa il 91%. Il calcolo mostra una variazione importante senza modificare la quantità totale di acido.
Non si deve tradurre questo esempio in «più acido libero significa prodotto migliore». Una maggiore esposizione può produrre più irritazione e danno. La profondità d'azione non è una virtù indipendente dall'obiettivo. Non è sicuro aggiungere acido, bicarbonato o altri correttori a un cosmetico per cambiarne il pH: si modificano contemporaneamente equilibri, conservazione e rischio cutaneo. I peeling professionali appartengono a un contesto diverso dalla normale skincare.
Esfoliazione chimica e meccanica
Uno scrub utilizza particelle e sfregamento; un esfoliante chimico modifica processi superficiali attraverso ingredienti appropriati. Nessuna delle due categorie è automaticamente delicata. Pressione, frequenza, granulometria, concentrazione e tempo di contatto contano più dell'etichetta «naturale» o «chimico». Spazzole e panni possono essere utili per alcune esigenze, ma su una cute infiammata possono aggiungere trauma senza un beneficio necessario.
Un esempio di errore è associare nello stesso giorno un detergente acido, uno scrub, un tonico esfoliante e un retinoide. Ogni passaggio può sembrare moderato isolatamente, ma l'effetto cumulativo cambia il contesto. Quando compaiono bruciore diffuso, squame e sensibilità a prodotti prima tollerati, non è sensato rispondere con un'ulteriore esfoliazione per «rimuovere la pelle morta».
Sole e precauzioni
La FDA segnala che gli AHA possono aumentare la sensibilità al sole durante l'uso e per un periodo successivo, e raccomanda protezione e limitazione dell'esposizione. Questa indicazione non significa che tutti gli acidi si comportino allo stesso modo o che un prodotto usato di sera renda irrilevante il sole del giorno dopo. La fotoprotezione fa parte del contesto d'uso, non è un accessorio opzionale del peeling.
Non si applicano esfolianti su ferite, scottature o dermatiti attive senza indicazione sanitaria. Bambini, aree estese, gravidanza e terapie in corso richiedono valutazioni specifiche. Per uso domestico si scelgono prodotti destinati a quel fine e si rispettano le istruzioni: la vendita online di una concentrazione elevata non prova che sia sicura da usare senza supervisione.