19. Antiossidanti e stress ossidativo
Gli elettroni non sono un dettaglio astratto
Molte reazioni biologiche comportano trasferimenti di elettroni. Nell'ossidazione una specie chimica perde elettroni; nella riduzione un'altra li acquista. I due processi sono collegati. Un radicale libero possiede almeno un elettrone spaiato e può essere particolarmente reattivo, ma non tutte le specie reattive dell'ossigeno sono radicali. ROS è una sigla che comprende un insieme di specie con comportamenti diversi, non una singola sostanza da eliminare.
L'organismo produce specie reattive anche durante attività normali. Possono partecipare a segnali cellulari e alla difesa immunitaria. Il problema non è la loro semplice esistenza, ma uno squilibrio tra produzione, controllo e capacità di riparare i danni. Si parla di stress ossidativo quando questi processi favoriscono alterazioni a lipidi, proteine e altre strutture. L'idea di una pelle sana completamente priva di ossidazione non ha senso biologico.
Le difese naturali
La cute dispone di sistemi enzimatici e molecole che partecipano al controllo delle reazioni ossidative. Gli antiossidanti possono funzionare in modi diversi: intercettare determinate specie reattive, interrompere una catena di reazioni o contribuire alla rigenerazione di altri componenti. Non sono uno scudo unico e indistruttibile. Un antiossidante, dopo aver reagito, può essere trasformato e aver bisogno di essere rigenerato o sostituito.
Vitamina C e vitamina E operano in ambienti e contesti differenti; alcune formulazioni cercano di sfruttarne la complementarità. L'acido ferulico e altri composti vengono studiati per proprietà antiossidanti e per il contributo alla stabilità di certi sistemi. La plausibilità dell'associazione deve però essere distinta dalla prova che qualunque combinazione commerciale produca un beneficio clinico rilevante.
Dal test in provetta alla pelle
Un saggio chimico può misurare la capacità di una sostanza di reagire con un radicale in condizioni controllate. Questo non dimostra automaticamente che un siero prevenga rughe o macchie. Sulla pelle cambiano concentrazione, accessibilità dei bersagli, stabilità e durata dell'esposizione. Un estratto vegetale può mostrare attività in laboratorio e contenere quantità molto variabili delle sostanze responsabili.
Quando un'etichetta dichiara «dieci volte più antiossidante», bisogna chiedere rispetto a cosa, con quale metodo e con quale significato per il consumatore. Un confronto tra polveri pure non equivale a un confronto tra prodotti finiti. Anche un cambiamento di un biomarcatore non coincide necessariamente con una differenza visibile o con una riduzione di malattia. La distanza tra meccanismo e risultato è una delle principali fonti di esagerazione nella cosmetica.
Complemento alla fotoprotezione
La radiazione UV può contribuire allo stress ossidativo e al danno cutaneo. Un antiossidante topico può essere studiato come complemento, ma non sostituisce un solare verificato né un comportamento protettivo. Non è corretto applicare poca crema solare e compensare con vitamina C, tè verde o un integratore. I filtri riducono l'esposizione a determinate lunghezze d'onda; gli antiossidanti intervengono eventualmente su processi successivi. Sono livelli diversi della prevenzione.
Nemmeno assumere molti antiossidanti per bocca rende prudente cercare l'abbronzatura. I supplementi possono avere indicazioni specifiche, ma non rappresentano una licenza di esporsi. La fisiologia delle reazioni ossidative è complessa e dosi elevate non producono necessariamente benefici crescenti. Il capitolo 42 distingue nutrizione adeguata, correzione delle carenze e promesse degli integratori estetici.
Che cosa cercare in un prodotto
Per un cosmetico antiossidante contano la sostanza specifica, la sua forma, la confezione e l'esistenza di studi pertinenti. Conta anche la possibilità di usarlo senza irritazione. Una formula molto ricca di estratti e profumi può essere piacevole per qualcuno e problematica per una pelle sensibilizzata. «Più antiossidanti» non è automaticamente sinonimo di maggiore tollerabilità o efficacia.
Se il budget è limitato, un antiossidante opzionale non dovrebbe sottrarre risorse a un solare che si riesca ad applicare in quantità adeguata o a un idratante necessario. La gerarchia pratica parte dai problemi reali: esposizione, barriera, malattia eventualmente presente. Gli ingredienti complementari vengono dopo. La scienza degli antiossidanti è interessante proprio quando non viene usata per vendere l'idea impossibile di una protezione totale dall'invecchiamento.