Esternalità e strumenti di internalizzazione
FALLIMENTI DI MERCATO:
ESTERNALITÀ
Parliamo di esternalità quando un’attività di produzione e consumo da parte di un agente economico va ad intervenire direttamente su costi/utilità/benessere di un altro individuo. Direttamente→ secondo un meccanismo che non è mediato da variazioni di prezzo. L’esternalità va a modificare le condizioni dell’efficienza economica. Definizione formale di esternalità: alcune delle variabili che influenzano i costi di un produttore o l’utilità di un consumatore (B) sono influenzate dall’atto di consumo o produzione di un altro agente economico (A) senza che tale effetto sia compensato (assenza di corrispettivo). A => B Esternalità di produzione→ quando gli agenti A sono produttori Esternalità di consumo→ quando gli agenti A sono consumatori. Non c’è relazione di scambio volontario: l’effetto è un sotto-prodotto non intenzionale, delle scelte di produzione o consumo dell’agente A, per cui non si paga o riceve un corrispettivo. Ricorda: chi subisce l’esternalita non riceve nessun corrispettivo. Perché si creano? Vi è una mancata o parziale definizione dei diritti di proprietà. Diritti di proprietà→non vengono propriamente definiti oppure è impossibile andare a definire un diritto di proprietà (es: aria, acqua di un fiume). Se invece fosse possibile definire il diritto di proprietà possiamo fissare un prezzo che in termini economici riflette l’uso alternativo di quel bene.
Esternalità positiva
L’atto di produzione/consumo di un agente economico (A) ha un effetto positivo (Permette all’agente B di aumentare la propria utilità o ridurre il costo di produzione) su un altro agente economico (B), e il primo agente non è remunerato (non riceve un corrispettivo, un prezzo) per il vantaggio generato.
Esternalità negativa
L’atto di produzione/consumo di un agente economico (A) ha un effetto negativo (l’individuo B vede ridursi la propria utilità o aumentare i costi di produzione) su un altro agente economico (B), e il soggetto danneggiato non è remunerato (non riceve un corrispettivo, un prezzo) per il danno subito. 8 diverse tipologie di esternalità a seconda che lesternalita sia positiva o negativa, e dalla natura degli agenti economici coinvolti:
da consumatore a consumatore Da consumatore a produttore Da produttore a produttore Da produttore a consumatore
Esternalita negative
Esternalità di produzione negativa: situazione nella quale la produzione di un’impresa riduce il benessere di altri soggetti (possono essere sia produttori che consumatori) che l’impresa non compensa. Esempio: emissione di un impianto siderurgico smaltite in un fiume→ danneggiano i pescatori
Esternalità di consumo negativa: situazione nella quale il consumo di un individuo riduce il benessere di altri soggetti che non sono compensati da quelle individuo. Esempi: fumare in un luogo chiuso nuoce la salute degli altri, guidare un SUV ad alta velocità in una strada piena di pedoni.
Esternalità positive
Esternalità di produzione positiva: situazione nella quale la produzione di un’impresa (A) aumenta il benessere di altri soggetti (B), senza che questi ne paghino il prezzo. Esempio: un frutteto è situato vicino a un’azienda di allevamento api e produzione di miele.
Esternalità di consumo positiva: situazione nella quale il consumo di un individuo aumenta il benessere di altri, senza che venga pagato un corrispettivo. Esempi: vaccini ed effetto “gregge” (il mio comportamento ha positivi su tutta la collettività). L’esternalità positiva ha le caratteristiche di un bene pubblico puro.
Se la derivata dell’utilità è positiva ho un beneficio. Se la derivata dei costi è negativa ho un beneficio. Diminuisce utilità→danno. Aumento dei costi di produzione→danno
Esternalità negative
Nel caso di esternalità negative le azioni di consumo o produzione di un agente creano dei costi/danni anche ad altri agenti. Devo tener conto dei danni marginali (costi marginali delle esternalità) provocati dall’ esternalità alla comunità nel suo complesso. Le esternalità di produzione negative introducono un cuneo tra costo marginale privato e sociale:
- Costo marginale privato (CMP): il costo diretto per i produttori di produrre un’unità
addizionale di un bene.
- Costo marginale sociale (CMS): il costo marginale privato per i produttori più ogni
altro costo associato con la produzione di un’unità addizionale di un bene ma imposto ad altri. Il danno derivante dall’inquinamento è un costo di produzione imposto agli altri. Esternalità negativa da produttore a produttore. (Produzione inquinante) Definiamo: CMP: costo marginale privato CMS: costo marginale sociale EM-: esternalità marginale negativa→ è una misura del danno arrecato alla collettività dalla produzione di un’unità aggiuntiva di un bene.
Esternalità positiva da produttore a produttore (produzione culturale) Definiamo: EM+: esternalità marginale positivA→ determinata dai CMS inferiori ai CMP
CMS = CMP – EM+
Esternalità ed efficienza
L’esternalità di produzione positiva ha introdotto un cuneo tra i CMP e i CMS che risultano essere inferiori rispetto ai primi. Dal punto di vista della collettività sarebbe ottimale continuare a produrre unita aggiuntive di bene fintanto che i CMS eguagliano il beneficio marginale sociale. L’efficienza richiede che CMS=BMS Non interiorizzando l’esternalità marginale positiva il produttore A troverà ottimale produrre una quantità inferiore a quella che sarebbe socialmente desiderabile. Solo quando i CMS=CMP e BMP=BMS abbiamo un’allocazione efficiente→mercato efficiente. Se abbiamo un cuneo→ inefficienza. Le esternalità di produzione o di consumo generano inefficienza. In presenza di esternalità, le quantità prodotte/consumate non sono efficienti:
È un problema di efficienza, non di equità o giustizia. C’è divergenza tra razionalità privata e collettività: gli individui sono razionali e compiono comportamenti individualmente ottimali che non portano a esiti efficienti/ottimali, dal punto di vista sociale collettivo. Dal punto di vista dell’impresa inquinante, non sarebbe razionale limitare la produzione al di sotto di $∗& poiché questo sforzo (riduzione del profitto) non sarebbe remunerato dai soggetti altrimenti danneggiati. Dal punto di vista del produttore del settore culturale, non sarebbe razionale espandere la produzione oltre $∗& (oltre $∗&, il suo beneficio marginale sarebbe inferiore al suo costo marginale di produzione), visto che un’eventuale espansione della produzione oltre $∗& fino a Q*S non sarebbe “remunerata” da coloro che ne beneficiano. In presenza di esternalità è chiaro che non si può raggiungere una soluzione efficiente dal punto di vista della società→ fallimento di mercato. Il comportamento individuale non permette di raggiungere una soluzione efficiente dal punto di vista dell’intera società=> fondamento giustificativo per un intervento pubblico.
INTERVENTO PUBBLICO
L’esternalità nasce perché ci sono beni su cui non c’è una proprietà definita e non permettono di stabilire un prezzo.
Il teorema di Coase afferma che i privati hanno la facoltà di risolvere il problema delle esternalità procedendo all’internalizzazione delle esternalità:
- Quando i diritti di proprietà sono beni definiti e la transizione è priva di costi, la
contrattazione tra la parte che crea l’esternalità e la parte che la subisce può condurre a una quantità di mercato socialmente ottima.
- La soluzione efficiente per un’esternalità non dipende da come sono stati assegnati
i diritti di proprietà, purché tali diritti siano stati assegnati Assumiamo che la produzione del bene Q produca un’esternalità negativa (in termini di riduzione della qualità di una risorsa naturale): l’impresa crea l’esternalità negativa e la collettività subisce l’esternalità negativa. Dimostriamo graficamente la soluzione proposta da Coase nelle due ipotesi:
- Diritti di proprietà attribuiti all’impresa (diritto ad inquinare)
- Diritti di proprietà attribuiti alla collettività (diritto a non essere inquinata)
SOLUZIONE DI COASE: diritti attribuiti all’impresa inquinante
Il produttore sarebbe disposto a diminuire la quantità di bene prodotta a patto di ricevere una compensazione pari almeno al profitto marginale netto che otterrebbero producendo quell’unità. Il prezzo dev’essere pagato dai produttori danneggiati. I produttori danneggiati saranno disposti a pagare il produttore A affinché diminuisca la quantità prodotta? (Segmento nero) I danneggiati saranno disposti a pagare un ammontare al produttore affinché riduca la quantità prodotta fintanto che il compenso è inferiore al danno marginale che subirebbero nel caso in cui l’unità di bene fosse prodotta. Il produttore accetterà di essere compensato per la mancata produzione di un’unità fintanto che ciò che si può aspettare di avere è superiore al profitto marginale a cui rinuncia non producendo un’unità di bene. Lo scambio andrà avanti fintanto che l’esternalità marginale negativa è maggiore del profitto marginale del produttore (P – CMP), il produttore sarà disposto a rinunciare alla produzione di un’ulteriore unità e di essere compensato della mancata produzione da parte dei danneggiati che avranno incentivo a pagare quell’ammontare fintanto che esso risulta essere inferiore al danno marginale che si troverebbero a subire nel caso in cui quell’unità aggiuntiva di bene venisse prodotta. Cosa succede in Q*S? L’esternalità marginale negativa è uguale al profitto marginale del produttore. Arrivati a questo punto il produttore non sarebbe disposto a contrarre ulteriormente la produzione perché avrebbe bisogno di essere compensato di un ammontare che i danneggiati non sarebbero disposti a pagare perché è superiore al danno marginale.
SOLUZIONE DI COASE: diritti attribuiti ai produttori danneggiati
A partire da Q0 per produrre quantità positive di output, il produttore danneggia i produttori danneggiati, egli è disposto a compensare i danneggiati finché la compensazione è minore del profitto marginale (P-CMP) che si può aspettare aumentando la produzione (cioè fino a quando l’esternalità marginale da compensare EM- è inferiore al profitto marginale). I danneggiati consentiranno l’autorizzazione a produrre fintanto che la compensazione che ricevono è maggiore del danno marginale che devono subire a fronte di nuove unità prodotte di un determinato bene. Quando terminerà l’interazione? Quando il profitto marginale che può avere un produttore eguaglia il danno marginale che la collettività e gli altri produttori sono costretti a subire. Andando oltre non ci sarebbe più accordo tra le parti (perché il produttore si ritroverebbe a dover pagare un ammontare superiore al profitto marginale e i danneggiati riceverebbero un ammontare inferiore al danno marginale). La contrattazione si fermerà in QS dove il profitto marginale eguaglia l’esternalità marginale. Si sono interiorizzati i costi delle esternalità ed è stato possibile stabilire un meccanismo di compensazione attraverso un prezzo.
La soluzione di Coase
Raggiungiamo un equilibrio socialmente ottimale, ma in realtà non è uguale in termini di redistribuzione delle risorse.
È neutrale rispetto a chi ha il diritto di proprietà in termini di efficienza, ma ancora una volta non ci stiamo preoccupando di problemi di equità.
- Diverse conseguenze distributive, a seconda dell’assegnazione dei diritti di
proprietà (quale parte risulta assegnataria)
- Si basa su bassi costi di transazione
- Si basa sull’assenza di comportamenti strategici di free-riding, plausibili nel caso in
cui l’esternalità sia non escludibile
Qualche riflessione sulla soluzione di Coase
Le soluzioni coasiane presentano difficoltà di attuazione che rendono meno probabile il ricorso a esse quando molte persone sono coinvolte:
- Il primo problema è l’individuazione dell’EM e l’attribuzione di responsabilità (di chi
è la “colpa”?)
- Chi decide l’ammontare del rimborso? Interesse a sovra/sottostimare l’importo. Chi
è più forte nella contrattazione?
- Il problema del free rider (nel nostro esempio se diritti di proprietà sono dell’impresa
e la ‘comunità’ è rappresentata da una molteplicità di individui): la contrattazione ha un costo personale ma un beneficio comune, quindi gli individui tenderanno a ‘sotto-investire’. Gli individui possono non voler pagare quanto basterebbe per ridurre l’inquinamento
- Costi di transazione e problemi di contrattazione: è difficile negoziare quando, su
uno o su entrambi i lati, il numero degli individui è molto alto
- Casi di esternalità come il riscaldamento globale richiedono, su un lato,
l’aggregazione di interessi potenzialmente divergenti di miliardi di parti.
I permessi negoziabili di inquinamento (ispirati alla soluzione coasiana)
Si determina un livello obiettivo di inquinamento e, conseguentemente, un livello obiettivo di abbattimento dell’inquinamento. Si distribuiscono i permessi di inquinamento (fra gli inquinatori); una volta effettuata l’allocazione iniziale dei permessi, gli inquinatori sono liberi di comprare e vendere i diritti di inquinamento. Che cosa può fare l’impresa:
- Utilizzare tutti i suoi permessi di inquinamento
- Vendere i suoi permessi di inquinamento se il costo di abbattimento dell’inquinamento è
inferiore al prezzo a cui può vendere i suoi permessi (impresa efficiente)
- Chi ha convenienza a comprare? Le imprese “inefficienti”, ovvero quelle imprese i cui
costi di abbattimento dell’inquinamento sono particolarmente elevati; per loro diventa più conveniente acquistare i diritti di inquinamento piuttosto che “depurare”.
C’è una seconda possibilità di correzione dei fallimenti di mercato, quando la soluzione di Coase non è applicabile.
L’intervento dello Stato si traduce in una variazione dei prezzi, per andare a correggere il fatto che i costi degli input sarebbero altrimenti troppo bassi. Obiettivo→ andare a correggere i prezzi in modo che gli agenti razionali che massimizzano il profitto (consumo) convergano sulla quantità ottima per la collettività (quantità ottima desiderabile Q*S).
Metodi di internalizzazione
Imposta e sussidio
L’imposta e il sussidio pigouviani sono commisurati al volume della produzione (Q*).
L’ipotesi è che l’esternalità negativa dipenda direttamente da * (controllando Q si controlla l’esternalità). Questo approccio può portare a soluzioni inefficienti quando:
- è possibile ridurre l’esternalità senza ridurre Q
- variazioni di Q non influenzano l’esternalità
In questi casi è opportuno che l’intervento pubblico si riferisca direttamente al livello dell’esternalità.
Esempio: sussidio pigouviano a correzione di esternalità positiva
Il sussidio pigouviano può essere usato anche per correggere l’inefficienza tra QP e QS anche nel caso di esternalità positiva. Produzione culturale a cui siano associate esternalità positive. Per ogni unità di bene/attività culturale prodotta, lo stato “paga” un ammontare s al produttore, ovvero sostiene parte del costo di produzione. Il sussidio ha lo scopo di “correggere” il costo marginale privato –in base al quale il produttore di bene/attività culturale decide quanto produrre – riducendolo in misura pari all’effetto marginale esterno positivo. Non è necessario che lo stato determini (imponga) direttamente la quantità da produrre, ma è sufficiente che “corregga” il segnale di mercato (il costo marginale privato) in modo che esso rifletta anche gli “effetti esterni” marginali => il produttore compirà scelte efficienti Affinché il produttore di bene/attività che produce l’esternalità positiva (++) espanda la produzione sino alla quantità efficiente (ovvero socialmente efficiente), il sussidio unitario (per ogni unità prodotta) deve essere pari all’esternalità marginale calcolata nel punto di equilibrio socialmente efficiente., = ++($-) sussidio unitario per unità prodotta - =, ∗ $- ammontare totale di trasferimento per il produttore Graficamente, la curva del costo marginale privato in presenza di sussidio corrisponde a uno spostamento parallelo verso il basso della curva CMP. (distanza verticale =, = ammontare del sussidio unitario).
Esempio: sussidio in caso di esternalità negativa (sussidio per non inquinare)
Differenza CMS e CMP = EM- Scelta ottimale→ CMS=BMS Problema di inefficienza→ prezzo input troppo basso perché non tiene conto del costo che l’esternalità impone alla società. Quindi il produttore dovrà interiorizzare il costo dell’esternalità e fronteggiare i costi di produzione più elevati. Lo Stato può decidere di pagare il produttore affinché egli decida di rinunciare alla produzione di un determinato numero di unita di bene→erogare un sussidio di un ammontare pari all’esternalità marginale valutata in QS. Graficamente la curva dei CMP trasla verso l’alto di un ammontare uguale a S(sussidio) che è pari al valore della esternalità marginale negativa nel punto di QS. Il produttore fronteggerà dei CMP più alti, aumentati di un ammontare pari a s. Il produttore razionale che vuole massimizzare il profitto andrà a produrre fino al punto in cui i CMP (nuovi) = BMP (prezzo) → Q*S.
Esempio: sussidio pigouviano a correzione di esternalità positiva (produzione
culturale a cui siano associate esternalità positive)
Lo Stato introduce il sussidio (quindi lo Stato può sostenere una parte dei costi marginali di produzione), in modo che i produttori fronteggino dei nuovi CMP inferiori e in modo che vadano a convergere in Q*S.
Valuto l’esternalità marginale in corrispondenza di Q*S e vado a introdurre un sussidio pari a quell’ammontare. I costi marginali si abbassano di un ammontare pari a s. Qual è la spesa pubblica per sussidiare la produzione di questo bene? Lo Stato spende s per ogni quantità aggiuntiva prodotta.
Esempio: imposta pigouviano a correzione di esternalità negativa