Introduzione
L’economia industriale studia il comportamento delle imprese quando le loro decisioni influenzano il mercato. Il problema non è soltanto stabilire quanto produrre: un’impresa può scegliere prezzi, qualità, capacità produttiva, assortimento, investimenti, contratti con i distributori e modalità di accesso ai propri servizi. Queste decisioni modificano sia i risultati dei concorrenti sia le possibilità di scelta dei consumatori.
Il filo conduttore è il potere di mercato, cioè la possibilità di modificare le condizioni di vendita senza perdere immediatamente tutta la clientela. Tale potere può derivare dalla scarsità di concorrenti, dalla differenziazione dei prodotti, da una tecnologia più efficiente, da vincoli di capacità o da ostacoli all’entrata. Le sue conseguenze dipendono però dal comportamento delle imprese: una struttura concentrata non basta, da sola, a spiegare prezzi, profitti e benessere.
La trattazione collega i concetti ai calcoli. Ogni modello viene presentato attraverso le sue ipotesi, il problema decisionale, le condizioni di equilibrio e l’interpretazione economica. Gli esempi numerici descrivono mercati ipotetici: non rappresentano dati osservati, politiche commerciali effettive o accertamenti relativi a imprese reali. Le quantità sono divisibili salvo diversa indicazione; quando non sono specificate unità monetarie, prezzi, costi e profitti sono espressi in unità monetarie convenzionali.
Un risultato matematico vale all’interno delle ipotesi che lo producono. Per questo è essenziale distinguere il profitto dall’efficienza, la capacità installata dall’obbligo di produrre, un pacchetto a quantità fissa da una tariffa con consumo libero, un equilibrio da una semplice combinazione di scelte. Le sezioni giuridiche separano inoltre convenienza economica e ammissibilità legale. Il quadro delle fonti istituzionali è riferito al 1° ottobre 2026; i modelli non sostituiscono l’analisi di un caso concreto.
Notazione e strumenti di lettura
| Simbolo | Significato |
|---|---|
| , | Quantità dell’impresa o del consumatore ; quantità complessiva del mercato |
| , | Prezzo; domanda inversa, che associa un prezzo alla quantità totale |
| , , | Costo totale; costo marginale costante; costo marginale in generale |
| , | Costo o quota fissa, secondo il contesto; capacità produttiva |
| , | Profitto individuale; profitto complessivo |
| , | Utilità lorda monetizzata; surplus netto del consumatore |
| , | Pagamento totale; prezzo all’ingrosso |
| , , | Quota di mercato; indice di Herfindahl-Hirschman; indice di Lerner |
| , | Elasticità della domanda in valore assoluto; fattore di sconto |
La condizione del primo ordine individua un candidato ottimo ponendo uguale a zero la derivata del profitto. La condizione del secondo ordine controlla che il candidato sia un massimo locale. Occorre poi verificare i vincoli: quantità non negative, capacità disponibile, partecipazione dei clienti, convenienza dell’entrata e validità del tratto di domanda utilizzato. Con funzioni definite a tratti, i punti di confine devono essere confrontati con gli ottimi interni.
Nelle formule, significa che una quantità non può diventare negativa. Nelle soluzioni con consumatori indifferenti si assume, quando dichiarato, che l’acquisto o l’opzione prevista vengano scelti. Un piccolo sconto può rendere stretta la preferenza, ma modifica leggermente il profitto: un massimo esatto e un valore raggiungibile soltanto al limite non sono la stessa cosa.