BLOCCO III — IL CICLO TROIANO
Antefatti, guerra, caduta di Troia e ritorni degli eroi
Criterio delle fonti. L’Iliade è la fonte principale per il decimo anno di guerra, i rapporti fra gli eroi e gli eventi ricordati indirettamente. Le nozze di Peleo e Teti, il giudizio di Paride, Ifigenia, la morte di Achille, il cavallo e molti ritorni appartengono invece ad altre tradizioni del ciclo troiano, all’Odissea, alla tragedia e alla mitografia successiva. Tali materiali sono sempre segnalati come esterni all’Iliade.
Cronologia generale
Tabella: Iliade e tradizioni esterne
Regola fondamentale. Il ciclo troiano non coincide con l’Iliade. Il poema omerico racconta soltanto una fase circoscritta dell’ultimo anno di guerra e termina con i funerali di Ettore, non con la morte di Achille né con la distruzione della città.
12. Che cos’è il ciclo troiano
Con l’espressione «ciclo troiano» si indica l’insieme delle storie relative alle cause, allo svolgimento e alle conseguenze della guerra di Troia. Nell’antichità queste vicende erano narrate da più poemi epici, oggi in gran parte perduti. L’Iliade e l’Odissea sono le opere conservate integralmente, ma non esauriscono la materia. Altri poemi raccontavano gli antefatti, gli ultimi combattimenti, la caduta della città e i ritorni degli eroi.
Dei poemi ciclici possediamo soltanto frammenti e riassunti tardi. Le ricostruzioni moderne combinano quindi testimonianze di epoche e generi differenti: poesia arcaica, lirica, tragedia, mitografia, arte figurativa e autori latini. Le versioni non coincidono sempre. Occorre distinguere il nucleo condiviso del mito dalle varianti particolari.
12.1 I principali poemi del ciclo
| Opera | Materia principale | Conservazione |
|---|---|---|
| Ciprie | Antefatti e primi anni della guerra, fino all’inizio dell’Iliade. | Perdute; note da frammenti e riassunti. |
| Iliade | Ira di Achille, morte di Patroclo ed Ettore, restituzione del corpo. | Conservata integralmente. |
| Etiopide | Pentesilea, Memnone e morte di Achille. | Perduta. |
| Piccola Iliade | Armi di Achille, Aiace, Filottete, Neottolemo e preparazione dell’inganno. | Perduta. |
| Distruzione di Ilio | Cavallo di legno, presa e distruzione della città. | Perduta. |
| Ritorni | Viaggi di ritorno dei capi achei. | Perduti. |
| Odissea | Ritorno di Odisseo e restaurazione del suo regno. | Conservata integralmente. |
| Telegonia | Ultime vicende di Odisseo. | Perduta. |
13. Gli antefatti della guerra
13.1 Le nozze di Peleo e Teti
Peleo, re mortale della Ftia, sposa la dea marina Teti. Secondo una tradizione, Zeus e Poseidone rinunciarono a unirsi a lei dopo aver appreso che il figlio di Teti sarebbe diventato più potente del padre. Dall’unione nasce Achille, segnato fin dall’origine dalla tensione tra natura divina e destino umano.
Alle nozze partecipano gli dèi, che offrono doni: tra questi le armi consegnate a Peleo e la lancia di frassino del Pelio, collegata al centauro Chirone. L’edizione Ciani-Avezzù ricorda che le prime armi di Achille derivano da quel matrimonio e assumono nel poema un valore funesto: passano a Patroclo, poi a Ettore, e anticipano simbolicamente il destino di chi le indossa.
Fuori dall’Iliade. La scena completa del banchetto nuziale e della contesa tra le dee non è narrata nell’Iliade. Il poema conosce però Peleo, Teti, i doni divini e il destino breve di Achille.
13.2 La mela della discordia
Eris, dea della discordia, non invitata alle nozze, getta tra le dee una mela destinata «alla più bella». Era, Atena e Afrodite rivendicano il premio. Zeus affida il giudizio a Paride, figlio di Priamo, chiamato anche Alessandro. Il racconto trasforma una contesa di prestigio divino nell’origine remota della guerra umana.
13.3 Il giudizio di Paride
Le tre dee cercano di convincere Paride promettendogli doni differenti. Era offre potere politico, Atena sapienza e vittoria militare, Afrodite l’amore della donna più bella del mondo. Paride sceglie Afrodite. La decisione spiega miticamente perché Afrodite protegga Troia e Paride, mentre Era e Atena sostengano gli Achei.
Il giudizio è una tradizione esterna all’Iliade, ma il poema presuppone l’ostilità di Era e Atena verso Troia e la protezione di Afrodite per Paride. Nel libro XXIV compare anche un richiamo indiretto alla scelta del principe troiano.
13.4 Elena e Menelao
Elena, figlia di Zeus secondo la tradizione più diffusa e moglie di Menelao, vive a Sparta. Paride vi giunge come ospite e, con l’aiuto di Afrodite, la conduce a Troia. Le versioni divergono: in alcune Elena fugge volontariamente, in altre viene rapita, in altre ancora una sua immagine resta a Troia mentre la vera Elena è condotta in Egitto.
L’Iliade non ricostruisce in modo completo la partenza da Sparta. Presenta Elena a Troia, consapevole del dolore provocato e spesso critica verso Paride. L’edizione Ciani-Avezzù considera il rapimento o allontanamento di Elena l’antefatto fondamentale e lo collega alla violazione dell’ospitalità: Paride sottrae la moglie dell’uomo che lo ha accolto.
13.5 Il giuramento dei pretendenti
Prima delle nozze di Elena, numerosi principi greci avevano chiesto la sua mano. Tindaro temeva che la scelta provocasse una guerra tra gli esclusi. Odisseo suggerì di obbligare tutti i pretendenti a giurare che avrebbero difeso il matrimonio prescelto contro qualsiasi offesa. Quando Paride portò Elena a Troia, Menelao poté chiedere l’aiuto degli antichi pretendenti.
Fuori dall’Iliade. Il giuramento non viene narrato nel poema. Serve alla tradizione ciclica per spiegare perché re indipendenti, provenienti da regioni diverse, partecipino alla spedizione.
14. La formazione della spedizione achea
14.1 Menelao e Agamennone
Menelao è la parte direttamente offesa, ma il comando generale viene assunto dal fratello Agamennone, re di Micene e capo più potente della coalizione. La guerra nasce dalla vicenda di Elena, ma diventa una grande impresa aristocratica nella quale ogni condottiero cerca onore, bottino e gloria.
14.2 Odisseo e la falsa follia
Secondo la tradizione successiva, Odisseo non voleva lasciare Itaca, Penelope e il figlio appena nato Telemaco. Finse di essere pazzo, arando il campo in modo assurdo. Palamede smascherò l’inganno ponendo il piccolo Telemaco davanti all’aratro: Odisseo fermò gli animali e rivelò la propria lucidità. Da questo episodio deriverebbe l’ostilità verso Palamede.
Fuori dall’Iliade. L’episodio non compare nel poema. Odisseo vi è già uno dei capi più autorevoli, abile nella parola, nelle missioni e nelle decisioni collettive.
14.3 Achille a Sciro
Una tradizione racconta che Teti, sapendo che il figlio sarebbe morto a Troia, lo nascose a Sciro presso il re Licomede, travestito tra le figlie del sovrano. Odisseo lo riconobbe esponendo oggetti femminili insieme ad armi: al suono di un allarme Achille afferrò istintivamente le armi e rivelò la propria identità.
Questa storia non è necessaria per comprendere l’Iliade. Nel poema Achille è pienamente inserito nell’aristocrazia guerriera e ricorda che Peleo lo mandò a Troia insieme a Fenice e Patroclo.
14.4 La prima spedizione e Telefo
Alcune versioni narrano una prima partenza conclusa in Misia, dove gli Achei combatterono contro Telefo, credendo di essere già giunti nella Troade. Telefo fu ferito da Achille e in seguito guarito con la stessa lancia che lo aveva colpito. In cambio indicò agli Achei la rotta corretta.
Tradizione ciclica. L’Iliade non racconta questa spedizione preliminare. Telefo appartiene soprattutto alla tradizione esterna e alla tragedia.
14.5 Aulide e Ifigenia
La flotta si raduna ad Aulide, in Beozia, ma i venti impediscono la partenza. L’indovino Calcante spiega che Artemide è adirata con Agamennone e chiede il sacrificio della figlia Ifigenia. Le cause dell’ira variano: un’offesa del re, l’uccisione di un animale sacro o una promessa non mantenuta.
Anche l’esito varia. In una versione Ifigenia viene sacrificata; in un’altra Artemide la sostituisce con una cerva e la trasporta altrove. La tragedia greca svilupperà ampiamente questo episodio, collegandolo alla futura uccisione di Agamennone da parte di Clitennestra.
Fuori dall’Iliade. Ifigenia non svolge alcun ruolo nel poema. Nel libro IX Agamennone elenca tre figlie con nomi differenti secondo la tradizione del testo: un segno della non perfetta uniformità delle genealogie mitiche.
15. I primi anni della guerra
La guerra dura tradizionalmente dieci anni, ma l’Iliade si apre nel decimo. I nove anni precedenti non sono narrati in sequenza. Il poema conserva però numerosi riferimenti: gli Achei hanno costruito un accampamento presso le navi, saccheggiato città alleate di Troia e distribuito il bottino.
15.1 Lo sbarco e Protesilao
Un oracolo avrebbe annunciato che il primo Acheo a mettere piede sulla terra troiana sarebbe morto. Protesilao sbarcò per primo e fu ucciso, in diverse versioni da Ettore. L’episodio non è narrato direttamente nell’Iliade, che ricorda tuttavia Protesilao nel Catalogo delle navi.
15.2 Le razzie achee
Gli Achei non combattono per nove anni esclusivamente davanti alle mura. Attaccano città della Troade e dei territori alleati, raccolgono viveri, bestiame, metalli e prigionieri. Achille ricorda di aver distrutto numerose città per mare e per terra. Da queste imprese provengono anche Criseide, assegnata ad Agamennone, e Briseide, assegnata ad Achille.
La distribuzione delle prede segue una logica gerarchica. Il premio ricevuto pubblicamente rende visibile l’onore del guerriero. Per questo la sottrazione di Briseide non è un semplice trasferimento di proprietà: Agamennone annulla pubblicamente il riconoscimento attribuito ad Achille dall’esercito.
15.3 Ambascerie e tentativi di pace
Secondo tradizioni ricordate anche indirettamente dal poema, Menelao e Odisseo si recarono a Troia per chiedere la restituzione di Elena e dei beni sottratti. Antenore li accolse e in seguito rimase associato a una linea politica favorevole alla restituzione. L’ambasceria fallì e la guerra continuò.
15.4 La situazione all’inizio del poema
Quando comincia l’Iliade, gli Achei sono stanchi, le navi sono invecchiate e il ritorno appare lontano. Troia non è stata conquistata. La coalizione è numerosa ma dipende dalla cooperazione di capi autonomi. Il conflitto tra Agamennone e Achille rompe questo equilibrio e consente ai Troiani di avanzare fino alle navi.
16. Gli eroi dei due schieramenti
16.1 Principali Achei
Agamennone. Capo supremo della spedizione; potente ma incline all’arroganza e all’errore politico.
Menelao. Marito di Elena; combatte per recuperare la moglie e l’onore violato.
Achille. Più forte guerriero acheo; guida i Mirmidoni ed è figlio di Peleo e Teti.
Patroclo. Compagno più caro di Achille; la sua morte determina il ritorno dell’eroe.
Odisseo. Re di Itaca; eccelle nella parola, nella prudenza e nelle missioni difficili.
Aiace Telamonio. Guerriero gigantesco e saldo; principale baluardo difensivo degli Achei.
Diomede. Giovane re di Argo; protagonista di una grande aristeia nel libro V.
Nestore. Vecchio re di Pilo; consigliere autorevole.
Idomeneo. Re cretese, guerriero esperto e alleato affidabile.
16.2 Principali Troiani e alleati
Priamo. Re di Troia, padre di Ettore e Paride; rappresenta autorità dinastica e dolore paterno.
Ettore. Difensore principale della città; figlio, marito, padre e guerriero della comunità.
Paride o Alessandro. Principe la cui scelta di Elena provoca la guerra; arciere protetto da Afrodite.
Elena. Centro simbolico del conflitto; personaggio consapevole, capace di giudicare se stessa e gli altri.
Ecuba. Regina e madre; esprime la sofferenza della casa di Priamo.
Andromaca. Moglie di Ettore; incarna la famiglia minacciata dalla guerra.
Enea. Figlio di Anchise e Afrodite; capo troiano destinato a sopravvivere secondo tradizioni successive.
Sarpedonte. Re licio e figlio di Zeus; alleato di Troia, ucciso da Patroclo.
Glauco. Alleato licio; riconosce con Diomede un antico vincolo di ospitalità.
Antenore. Anziano consigliere troiano, favorevole in alcune tradizioni alla restituzione di Elena.
17. Dove si colloca l’Iliade
L’Iliade non racconta l’intera guerra. L’edizione Ciani-Avezzù insiste su questo punto: il poema isola un episodio dell’ultimo anno, la lite tra Achille e Agamennone e le conseguenze del ritiro di Achille. La vicenda copre un periodo breve rispetto ai dieci anni tradizionali.
Il poema comincia con la peste mandata da Apollo e termina con i funerali di Ettore. Al suo interno vengono ricordati antefatti e anticipati eventi futuri, ma la narrazione principale non oltrepassa quel confine. Achille sa che dopo Ettore morirà presto; Andromaca ed Ettore prevedono la caduta di Troia. La profezia crea il futuro senza narrarlo.
17.1 Ciò che l’Iliade narra direttamente
· la peste e la contesa tra Agamennone e Achille;
· il ritiro di Achille e le vittorie troiane;
· l’ambasceria che tenta di riconciliare l’eroe;
· l’intervento e la morte di Patroclo;
· la lotta per il corpo di Patroclo;
· le nuove armi fabbricate da Efesto;
· il ritorno di Achille e la morte di Ettore;
· i funerali di Patroclo e i giochi funebri;
· la restituzione del corpo a Priamo;
· i funerali di Ettore.
17.2 Ciò che è soltanto ricordato o anticipato
· la partenza di Elena da Sparta;
· i primi nove anni e le città saccheggiate;
· la futura morte di Achille;
· la futura distruzione di Troia;
· la sorte di Andromaca e Astianatte;
· il ritorno difficile di alcuni Achei.
18. Gli eventi successivi all’Iliade
18.1 Pentesilea
Dopo la morte di Ettore giunge in aiuto di Troia Pentesilea, regina delle Amazzoni. Combatte valorosamente ma viene uccisa da Achille. La tradizione successiva sviluppa il motivo del guerriero che riconosce troppo tardi la bellezza e il valore dell’avversaria. L’episodio apparteneva all’Etiopide, non all’Iliade.
18.2 Memnone
Un altro grande alleato è Memnone, figlio della dea Eos e re di un popolo orientale. Uccide Antiloco, figlio di Nestore e amico di Achille. Achille lo affronta e lo uccide. Il duello riprende motivi simili a quello tra Achille ed Ettore: due eroi di origine divina, madri immortali e destino di morte.
18.3 La morte di Achille
Achille muore prima della caduta di Troia. La versione più nota attribuisce il colpo a Paride, guidato o aiutato da Apollo. Nella tradizione posteriore la freccia colpisce il tallone, unico punto vulnerabile; l’Iliade, però, non presenta Achille come fisicamente invulnerabile. Lo rappresenta come un uomo destinato a una vita breve, non come un corpo protetto da un bagno nello Stige.
Il poema anticipa ripetutamente la morte: Teti sa che, dopo Ettore, il figlio morirà; il cavallo Xanto profetizza la fine; Achille accetta il destino quando sceglie la vendetta. L’edizione interpreta le morti di Patroclo ed Ettore, entrambi nelle vecchie armi di Achille, anche come morti simboliche che preparano quella dell’eroe.
18.4 I funerali di Achille
Le tradizioni narrano un grande compianto al quale partecipano Teti, le Nereidi e gli Achei. Le ceneri di Achille vengono deposte insieme a quelle di Patroclo, secondo il desiderio espresso nell’Iliade. Un tumulo visibile dal mare perpetua la memoria dei due compagni.
18.5 Le armi e la morte di Aiace
Dopo la morte di Achille, le nuove armi divine devono essere assegnate al guerriero più meritevole. La contesa oppone Aiace Telamonio e Odisseo. Le armi vengono attribuite a Odisseo, ritenuto decisivo non soltanto per la forza ma per l’intelligenza e la parola.
Aiace, sconvolto dall’umiliazione, vuole vendicarsi sui capi achei. Una follia mandata da Atena lo porta a massacrare animali credendoli nemici. Quando recupera la lucidità, non sopporta la vergogna e si uccide con la spada ricevuta da Ettore. L’edizione Ciani-Avezzù richiama questo sviluppo come prosecuzione della storia funesta delle armi e dei doni.
18.6 Filottete, Neottolemo e il Palladio
Gli Achei apprendono che Troia non può essere conquistata senza l’arco di Eracle, posseduto da Filottete, abbandonato anni prima a Lemno a causa di una ferita maleodorante. Odisseo e altri eroi lo convincono o costringono a tornare; Filottete uccide Paride.
Un’altra profezia richiede la presenza di Neottolemo, figlio di Achille, cresciuto a Sciro. Gli Achei devono inoltre sottrarre il Palladio, antica immagine sacra di Atena che protegge Troia. Odisseo e Diomede compiono l’impresa secondo versioni differenti.
19. La caduta di Troia
19.1 Il cavallo di legno
Incapaci di espugnare le mura con un assalto diretto, gli Achei ricorrono all’inganno. Costruiscono un grande cavallo di legno, attribuito generalmente all’abilità di Epeo e al progetto di Odisseo. Un gruppo scelto di guerrieri si nasconde all’interno, mentre il resto dell’esercito incendia il campo, prende il mare e si nasconde nelle vicinanze.
I Troiani trovano il cavallo e discutono sul da farsi: distruggerlo, gettarlo da una rupe oppure consacrarlo agli dèi. L’Odissea ricorda sinteticamente questa discussione e la presenza degli Achei nel ventre dell’animale. L’Iliade non racconta l’episodio.
19.2 Sinone e Laocoonte
Secondo la versione resa celebre soprattutto da Virgilio, l’acheo Sinone si lascia catturare e convince i Troiani che il cavallo sia un’offerta sacra. Laocoonte diffida dell’inganno e colpisce il cavallo con una lancia. Due serpenti marini uccidono lui e i figli; i Troiani interpretano l’evento come punizione divina e introducono il cavallo in città.
Tradizione successiva. Sinone e la scena completa di Laocoonte sono noti soprattutto attraverso elaborazioni posteriori. Non devono essere presentati come episodi dell’Iliade.
19.3 La notte della distruzione
Durante la notte i guerrieri escono dal cavallo, aprono le porte e richiamano la flotta. Troia viene saccheggiata e incendiata. Priamo è ucciso presso l’altare; Neottolemo è spesso indicato come responsabile. Menelao raggiunge Elena; le versioni divergono sul momento della riconciliazione e sull’eventuale volontà di ucciderla.
Astianatte viene ucciso perché non possa vendicare il padre e ricostruire il regno. Andromaca, Ecuba, Cassandra e le altre donne sono assegnate come schiave ai vincitori. La vittoria achea è accompagnata da violazioni, sacrilegi e sofferenza dei civili. La tragedia greca svilupperà soprattutto il punto di vista delle donne sconfitte.
19.4 Aiace Oileo e Cassandra
Aiace Oileo trascina Cassandra via dal santuario di Atena o la violenta presso l’immagine della dea, secondo le versioni. Il sacrilegio provoca l’ira di Atena e contribuisce alle tempeste che colpiranno il ritorno degli Achei. La caduta non è una vittoria moralmente pura: gli stessi vincitori preparano con i propri eccessi le sciagure future.
20. I ritorni degli eroi
La parola greca nostos indica il ritorno in patria. Dopo la vittoria, la coalizione si scioglie e ogni eroe affronta un destino diverso. La difficoltà dei ritorni mostra che la conquista di Troia non ristabilisce automaticamente l’ordine: gli dèi sono adirati, le famiglie sono cambiate e dieci anni di guerra hanno trasformato i guerrieri.
20.1 Agamennone
Agamennone torna a Micene, ma viene ucciso da Clitennestra e dal suo compagno Egisto. Le ragioni comprendono il sacrificio di Ifigenia, l’assenza del re e la presenza della prigioniera Cassandra. Oreste, figlio di Agamennone, vendicherà il padre. La vicenda è ricordata nell’Odissea e diventerà materia centrale della tragedia.
20.2 Menelao ed Elena
Menelao ed Elena affrontano un ritorno lungo, con tappe nel Mediterraneo orientale e in Egitto. Nell’Odissea vivono nuovamente insieme a Sparta e raccontano episodi della guerra. La loro riconciliazione non cancella l’ambiguità di Elena, insieme causa, vittima e interprete del conflitto.
20.3 Odisseo
Il ritorno di Odisseo dura dieci anni ed è la materia dell’Odissea. Tempeste, mostri, divinità e seduzioni ritardano il viaggio. Giunto a Itaca, Odisseo deve riconquistare la propria casa, eliminare i pretendenti di Penelope e ristabilire la sua identità di re, marito e padre.
20.4 Nestore, Diomede e Idomeneo
Nestore torna rapidamente a Pilo e nell’Odissea appare come anziano sovrano circondato dalla famiglia. Diomede rientra ad Argo, ma tradizioni successive raccontano conflitti e partenze verso l’Occidente. Anche Idomeneo è al centro di versioni diverse: in alcune torna a Creta, in altre viene esiliato dopo un voto tragico legato alla salvezza in mare.
20.5 Neottolemo e Andromaca
Neottolemo riceve Andromaca come schiava. Le vicende successive cambiano secondo le fonti: la donna diviene madre di nuovi figli e viene inserita in una nuova dinastia. La tradizione tragica insiste sulla continuità del dolore troiano anche dopo la fine della città.
20.6 Il significato dei ritorni
I nostoi trasformano la guerra esterna in crisi interna. I vincitori portano a casa bottino, schiave, colpe e traumi. Alcuni ritrovano l’ordine; altri vengono uccisi, esiliati o costretti a vagare. La guerra di Troia non termina realmente con l’incendio della città: continua nelle famiglie, nei regni e nella memoria.
Cronologia generale del ciclo troiano
| Fase | Evento | Fonte o tradizione prevalente |
|---|---|---|
| Antefatti | Nozze di Peleo e Teti; contesa delle dee. | Ciclo e mitografia. |
| Antefatti | Giudizio di Paride. | Ciclo; richiamo indiretto nell’Iliade. |
| Antefatti | Paride porta Elena a Troia. | Presupposto dell’Iliade; racconti ciclici. |
| Preparazione | Giuramento dei pretendenti e convocazione dei re. | Tradizione ciclica. |
| Preparazione | Reclutamento di Odisseo e Achille. | Tradizioni successive. |
| Preparazione | Aulide e Ifigenia. | Ciclo e tragedia. |
| Guerra | Sbarco, morte di Protesilao, primi nove anni e razzie. | Ciclo; riferimenti nell’Iliade. |
| Iliade | Ira di Achille, Patroclo, Ettore, Priamo. | Iliade. |
| Dopo l’Iliade | Pentesilea e Memnone. | Etiopide. |
| Dopo l’Iliade | Morte di Achille. | Etiopide e tradizioni successive. |
| Dopo l’Iliade | Armi di Achille e morte di Aiace. | Piccola Iliade; tragedia. |
| Preparazione finale | Filottete, Neottolemo e Palladio. | Piccola Iliade. |
| Caduta | Cavallo, saccheggio e incendio. | Distruzione di Ilio; Odissea; tradizioni successive. |
| Ritorni | Agamennone, Menelao, Odisseo e gli altri capi. | Ritorni, Odissea e tragedia. |
Tabella: ciò che appartiene all’Iliade e ciò che non vi appartiene
| Episodio | Nell’Iliade? | Precisazione |
|---|---|---|
| Paride porta Elena a Troia | Presupposto e richiamato | Non narrato in forma completa. |
| Giudizio di Paride | Solo richiamo indiretto | La versione estesa è esterna. |
| Ifigenia ad Aulide | No | Appartiene ad altre tradizioni. |
| Primi nove anni | Solo ricordi | Il poema allude a razzie e città conquistate. |
| Contesa Achille-Agamennone | Sì | Avvio dell’azione del libro I. |
| Morte di Patroclo | Sì | Libro XVI. |
| Morte di Ettore | Sì | Libro XXII. |
| Funerali di Ettore | Sì | Conclusione del libro XXIV. |
| Pentesilea e Memnone | No | Tradizione successiva all’Iliade. |
| Morte di Achille | No, ma profetizzata | Il poema ne prepara l’accettazione. |
| Morte di Aiace | No | Legata alla contesa per le armi. |
| Cavallo di Troia | No | Ricordato nell’Odissea e in altre opere. |
| Caduta della città | No, ma anticipata | Il poema termina prima. |
| Ritorno di Odisseo | No | Materia dell’Odissea. |
Fonti e avvertenze
Fonte principale: Omero, Iliade, introduzione e traduzione di Maria Grazia Ciani, commento di Elisa Avezzù. Sono stati utilizzati soprattutto l’inquadramento sull’antefatto di Elena, le anticipazioni della morte di Achille, la storia delle armi e le osservazioni sul fatto che il poema racconta soltanto un episodio dell’ultimo anno di guerra.
Le sezioni sulle Ciprie, sull’Etiopide, sulla Piccola Iliade, sulla Distruzione di Ilio e sui Ritorni ricostruiscono tradizioni esterne al poema. Poiché queste opere sono perdute, la sequenza è basata su frammenti, riassunti antichi e sviluppi successivi. Le varianti sono state segnalate nei punti in cui cambiano il significato dell’episodio.
Avvertenza metodologica finale. Non esiste un’unica versione perfettamente uniforme del ciclo troiano. Il manuale adotta la sequenza più diffusa a scopo scolastico, ma non attribuisce all’Iliade eventi che il poema non racconta.