Impresa · Bilancio
Guardare soltanto l’utile finale non basta per capire se un’impresa sta davvero guadagnando. Un utile positivo può derivare da una gestione operativa solida, ma può anche essere influenzato da proventi finanziari, componenti non ricorrenti, variazioni di magazzino, politiche di ammortamento o altri elementi che rendono il risultato meno “forte” di quanto sembri. Allo stesso modo, un’impresa può mostrare un utile modesto ma generare una buona quantità di cassa e avere una struttura finanziaria molto equilibrata. Per valutare seriamente la redditività bisogna quindi leggere insieme conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario.
2 ottobre 202616 min di lettura
Leggi l’articolo →Fisco · Impresa
Concordare il reddito con il Fisco può essere conveniente quando l’attività cresce, ma diventa rischioso se i risultati peggiorano. Vediamo come funziona il CPB 2026-2027 e quali conti fare prima di aderire.
1 ottobre 202613 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale
Quando si parla di investimenti vengono spesso utilizzate regole molto semplici basate sull’età. Una delle più conosciute suggerisce di sottrarre la propria età da 100 per determinare la percentuale di portafoglio da destinare alle azioni: una persona di 30 anni dovrebbe quindi avere circa il 70% in azioni, una di 60 anni il 40%. Esistono anche versioni più aggressive, come “110 meno l’età” o “120 meno l’età”. Queste formule hanno il pregio della semplicità, ma il loro limite è altrettanto evidente: riducono una decisione complessa come l’asset allocation a un solo dato anagrafico.
1 ottobre 20269 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale · Economia
Berkshire conserva circa 365 miliardi di dollari, ma ha ripreso a investire. Burry guarda anche ai rischi del credito privato e Ackman amplia il portafoglio. Cosa possiamo imparare da queste scelte, senza limitarci a copiarle?
30 settembre 202614 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale
Comprare una collana d’oro e comprare un lingotto d’oro non significa fare lo stesso investimento in due forme diverse. In entrambi i casi esiste una componente di metallo prezioso, ma il prezzo pagato, la purezza, la fiscalità, la facilità di rivendita e soprattutto il rapporto tra valore dell’oro contenuto e prezzo finale possono essere molto differenti. Un gioiello viene acquistato anche per design, lavorazione, marca e funzione estetica; l’oro da investimento viene invece acquistato soprattutto per esporsi al valore del metallo. Per questo un gioiello può aumentare di valore se l’oro sale, ma non dovrebbe essere trattato automaticamente come equivalente a un lingotto.
30 settembre 20269 min di lettura
Leggi l’articolo →Fisco · Finanza personale · Impresa
L’1,2% sui dividendi percepiti da una SRL esiste, ma rappresenta soltanto il primo livello di tassazione. Il confronto con il 26% della persona fisica cambia se il denaro viene distribuito al socio e deve tenere conto delle modifiche normative intervenute nel 2026.
29 settembre 20268 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale · Economia
Nvidia ha aggiunto 150 miliardi di dollari al proprio programma di riacquisto, portando la capacità residua a 235 miliardi. È un segnale di forza finanziaria, ma non un paracadute per il titolo: il valore creato dipenderà da tempi, prezzi di acquisto e riduzione effettiva delle azioni in circolazione.
30 settembre 20269 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale · Fisco
Quando si vende un investimento con un guadagno si realizza una plusvalenza; quando invece il prezzo di vendita è inferiore al costo fiscalmente riconosciuto si genera una minusvalenza. Fin qui il meccanismo sembra semplice. La parte più complessa arriva quando si cerca di capire se una perdita possa essere utilizzata per ridurre le imposte dovute su guadagni futuri. In Italia, infatti, la risposta dipende dalla categoria fiscale del reddito, dal tipo di strumento e dal regime utilizzato. Non tutte le perdite sono compensabili con tutti i guadagni e non basta vedere due operazioni tassate entrambe al 26% per concludere che possano neutralizzarsi fiscalmente.
29 settembre 202610 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale
Quando si parla di rischio negli investimenti si pensa quasi sempre alla possibilità di perdere denaro. È corretto, ma incompleto. Un investimento può essere rischioso anche perché oscilla molto, perché è difficile da vendere rapidamente, perché il capitale potrebbe servire prima del previsto oppure perché la scadenza dell’investimento non è coerente con l’obiettivo per cui quel denaro era stato accantonato. In altre parole, il rischio non dipende soltanto da quanto un investimento può perdere, ma anche da quando quella perdita può verificarsi e da quanto siamo liberi di aspettare.
28 settembre 20269 min di lettura
Leggi l’articolo →Finanza personale
Quando si costruisce un portafoglio, il punto di partenza non dovrebbe essere chiedersi quale strumento “rende di più”, ma capire quale funzione deve svolgere ogni componente. Azioni, obbligazioni e liquidità non sono tre versioni più o meno redditizie dello stesso investimento: rispondono a esigenze diverse. Le azioni sono generalmente utilizzate per cercare crescita del capitale nel lungo periodo, le obbligazioni per introdurre maggiore stabilità e flussi più prevedibili, mentre la liquidità serve soprattutto a garantire disponibilità immediata e ridurre il rischio di dover vendere investimenti in momenti sfavorevoli.
27 settembre 20269 min di lettura
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