Quando si parla di Elon Musk, il primo nome che viene in mente è quasi sempre Tesla. Eppure, il progetto industriale potenzialmente più importante dell'imprenditore potrebbe essere SpaceX, un'azienda che non si limita a costruire razzi, ma controlla una parte crescente delle infrastrutture necessarie per comunicare, trasportare dati e sviluppare tecnologie avanzate. La quotazione in Borsa del 2026 ha trasformato questa prospettiva in una questione concreta per gli investitori: quanto vale realmente SpaceX e quali rischi si nascondono dietro le sue ambizioni?

Illustrazione concettuale di un razzo riutilizzabile e satelliti per telecomunicazioni sopra la Terra.
Razzi riutilizzabili e connettività satellitare: due componenti dell’integrazione verticale di SpaceX. Illustrazione concettuale.

Da azienda spaziale a infrastruttura tecnologica globale

SpaceX nasce nel 2002 con un obiettivo che inizialmente sembrava quasi irrealizzabile: abbattere il costo dei viaggi spaziali attraverso la produzione di razzi riutilizzabili.

Il principio economico è relativamente semplice.

Un aereo di linea non viene distrutto dopo ogni volo, perché farlo renderebbe il trasporto aereo estremamente costoso. Per decenni, invece, una parte rilevante dei sistemi utilizzati nei lanci spaziali veniva persa dopo la missione.

SpaceX ha progressivamente modificato questo modello, sviluppando vettori come Falcon 9, il cui primo stadio può essere recuperato e riutilizzato.

Nel 2025, secondo i dati riportati dalla stessa società nel prospetto depositato presso la SEC, sono stati effettuati 165 lanci di Falcon 9, di cui 157 con booster già utilizzati in precedenza.

Questo rappresenta un vantaggio industriale significativo, anche se la riutilizzabilità non elimina i costi di manutenzione, recupero, produzione e infrastruttura.

La vera conseguenza economica, però, non riguarda soltanto il mercato dei lanci commerciali. Riguarda la possibilità di costruire servizi che dipendono direttamente dall'accesso allo spazio.

Starlink: quando il cliente diventa anche il proprietario dell'infrastruttura

Uno dei principali vantaggi competitivi di SpaceX è la presenza di Starlink, il servizio di connettività satellitare che utilizza una costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa.

In un modello tradizionale, un operatore di telecomunicazioni acquista capacità da fornitori esterni oppure sostiene rilevanti investimenti per costruire la propria infrastruttura.

SpaceX, invece, sviluppa i satelliti, dispone dei vettori necessari per collocarli in orbita e commercializza direttamente il servizio di connettività.

Questa integrazione verticale può ridurre alcune dipendenze da fornitori esterni e facilitare il coordinamento degli investimenti.

Non significa, tuttavia, che i lanci siano gratuiti: anche quando un razzo viene utilizzato internamente, SpaceX sostiene costi economici reali.

L'aspetto interessante è che Starlink genera un modello di ricavi differente rispetto ai lanci spaziali.

Mentre questi ultimi dipendono da contratti e missioni, la connettività può generare entrate ricorrenti attraverso abbonamenti e servizi offerti a consumatori, imprese e amministrazioni pubbliche.

La differenza è fondamentale dal punto di vista della valutazione finanziaria.

Un'impresa che riesce a generare ricavi ricorrenti, mantenere i clienti e sviluppare economie di scala può avere prospettive economiche molto diverse rispetto a una società che vive esclusivamente di grandi commesse industriali.

I numeri del 2026: SpaceX è molto più di un produttore di razzi

Il 2026 ha rappresentato un punto di svolta per SpaceX, sia per la quotazione sia per l'ampliamento del perimetro societario.

Nei primi nove mesi dell'anno, la società ha riportato ricavi consolidati per circa 27,08 miliardi di dollari, rispetto ai 13,71 miliardi dello stesso periodo del 2025.

L'incremento corrisponde a circa il 97,5%.

Nel solo terzo trimestre del 2026, i ricavi hanno raggiunto 14,58 miliardi di dollari, rispetto ai 5,58 miliardi del trimestre corrispondente dell'anno precedente.

IndicatoreValore
Ricavi gennaio-settembre 202627,08 mld $
Ricavi gennaio-settembre 202513,71 mld $
Crescita ricavi+97,5%
Ricavi terzo trimestre 202614,58 mld $
Utile netto terzo trimestre 20264,40 mld $
Risultato netto primi nove mesi 2026−0,41 mld $

Questi dati richiedono però una lettura attenta.

La crescita non può essere attribuita interamente all'espansione organica dei lanci e della connettività, perché durante il 2026 il gruppo ha ampliato il proprio perimetro attraverso operazioni societarie.

I ricavi sono inoltre distribuiti tra tre segmenti principali: attività spaziali, connettività e Super Intelligence, che comprende le attività legate all'intelligenza artificiale.

Di conseguenza, confrontare i ricavi consolidati con quelli dell'anno precedente senza considerare le acquisizioni potrebbe portare a sovrastimare la crescita organica.

Anche la redditività presenta elementi contrastanti: il terzo trimestre è stato profittevole, ma i primi nove mesi dell'anno hanno registrato complessivamente una perdita netta.

L'aumento delle dimensioni aziendali non deve quindi essere confuso automaticamente con una crescita della redditività strutturale.

L'intelligenza artificiale: perché SpaceX guarda oltre lo spazio

Uno degli sviluppi più interessanti riguarda l'integrazione delle attività di intelligenza artificiale nel gruppo.

Il business non si limita più ai satelliti o ai lanci: comprende anche infrastrutture di calcolo, modelli linguistici e piattaforme software.

La relazione economica tra queste attività non è immediata, ma può essere compresa ragionando sulla quantità di dati e sulle infrastrutture necessarie per elaborare informazioni.

I sistemi di intelligenza artificiale più avanzati richiedono grandi investimenti in server, semiconduttori, reti elettriche, sistemi di raffreddamento e connettività.

Avere accesso a infrastrutture di comunicazione proprie può rappresentare un vantaggio strategico in determinati contesti.

Tuttavia, bisogna distinguere ciò che è industrialmente possibile da ciò che risulta economicamente conveniente.

L'idea di utilizzare infrastrutture spaziali per applicazioni di calcolo avanzato è tecnologicamente interessante, ma comporta problemi complessi: dissipazione del calore, manutenzione, costi di lancio, aggiornamento dei componenti e latenza nelle comunicazioni.

Non è quindi sufficiente sostenere che lo spazio offrirà opportunità straordinarie per concludere che ogni investimento collegato sarà redditizio.

La domanda corretta è se queste tecnologie riusciranno a produrre flussi di cassa sufficienti a remunerare il capitale investito.

La quotazione in Borsa: quanto ha raccolto SpaceX?

L'11 giugno 2026, SpaceX ha annunciato il prezzo della propria offerta pubblica iniziale, o IPO (Initial Public Offering), fissandolo a 135 dollari per azione.

Le negoziazioni sono iniziate il 12 giugno sul Nasdaq, con simbolo SPCX.

L'offerta iniziale comprendeva circa 555,56 milioni di azioni di classe A, per un controvalore di circa 75 miliardi di dollari.

Successivamente, gli intermediari incaricati del collocamento hanno esercitato integralmente l'opzione di sovrallocazione, comunemente chiamata greenshoe, relativa ad altre 83,33 milioni di azioni.

La raccolta lorda complessiva dell'IPO è così arrivata a circa 86,25 miliardi di dollari. La documentazione contabile depositata presso la SEC indica proventi netti per 85,675 miliardi, pari a circa 85,7 miliardi, dopo 575 milioni di commissioni e costi dell'offerta.

È importante chiarire che questi 85,7 miliardi rappresentano il capitale netto raccolto attraverso l'emissione di azioni, non il valore complessivo dell'impresa.

La capitalizzazione di mercato dipende invece dal numero totale di azioni in circolazione moltiplicato per il prezzo unitario.

Inoltre, una raccolta elevata non è automaticamente una buona notizia per chi acquista azioni al collocamento: bisogna valutare il prezzo pagato in rapporto ai profitti e ai flussi di cassa attesi.

Il problema della valutazione: una buona impresa può essere un cattivo investimento

Esiste una distinzione che considero fondamentale quando si analizzano società tecnologiche particolarmente ambiziose.

Una società può sviluppare tecnologie rivoluzionarie, controllare infrastrutture difficilmente replicabili e avere prospettive di crescita molto interessanti.

Tutto questo, però, non significa che le sue azioni siano convenienti a qualsiasi prezzo.

Supponiamo che un'impresa venga valutata 1.000 miliardi di dollari e produca utili annuali normalizzati pari a 10 miliardi.

Il rapporto prezzo/utili sarebbe pari a 100.

Una valutazione del genere presuppone aspettative di crescita elevate oppure altre caratteristiche capaci di giustificare un multiplo superiore alla media.

Se gli utili futuri non crescessero quanto previsto, il prezzo delle azioni potrebbe diminuire anche in presenza di un'attività industriale in espansione.

Questo è uno dei problemi principali delle società che attirano una grande attenzione mediatica.

Il successo tecnologico e il rendimento per l'azionista sono due questioni collegate, ma non equivalenti.

Starship e il rischio degli investimenti miliardari

Un altro elemento centrale nella strategia di SpaceX è Starship, il sistema di lancio progettato per sviluppare capacità di trasporto spaziale su scala molto superiore rispetto a quelle dei vettori tradizionali.

Se il progetto raggiungesse gli obiettivi tecnici ed economici previsti, potrebbe modificare profondamente il costo di accesso allo spazio.

Questo avrebbe conseguenze non soltanto per le missioni scientifiche, ma anche per il trasporto di satelliti e la realizzazione di infrastrutture orbitali.

Il problema è che lo sviluppo di tecnologie di questa complessità richiede investimenti significativi prima che i benefici economici siano pienamente realizzabili.

Il gruppo deve quindi sostenere costi di ricerca, produzione, sperimentazione e infrastruttura, senza poter conoscere con certezza i ritorni futuri.

Nel 2026, la documentazione finanziaria di SpaceX evidenzia un aumento delle spese di ricerca e sviluppo del segmento spaziale, collegato anche al programma Starship.

È proprio qui che emerge il principale rischio economico: più un progetto è ambizioso, maggiore può essere il capitale necessario per trasformarlo in un'attività profittevole.

Il controllo societario: possedere azioni non significa avere lo stesso potere di voto

La quotazione introduce anche un tema di governance.

SpaceX utilizza una struttura azionaria con differenti classi di azioni, una caratteristica che può consentire una distribuzione dei diritti di voto diversa da quella della proprietà economica.

In queste strutture, un azionista può detenere una percentuale relativamente limitata del capitale, mantenendo tuttavia un'influenza particolarmente significativa sulle decisioni societarie.

La questione è importante perché gli investitori devono distinguere il diritto a partecipare ai risultati economici dal potere di incidere sulla governance.

Una forte concentrazione del controllo può favorire la continuità strategica, ma ridurre l'influenza degli azionisti di minoranza e accrescere i rischi legati alle decisioni di una singola figura.

Per valutare un investimento non basta quindi conoscere il prezzo delle azioni: bisogna comprendere anche quali diritti vengono effettivamente acquistati.

SpaceX è davvero il gioiello più importante di Elon Musk?

La risposta dipende da cosa intendiamo per importanza.

Tesla è un'impresa industriale con una presenza consolidata nel settore automobilistico ed energetico, ma anche con una forte esposizione alla concorrenza e alla trasformazione del mercato della mobilità.

SpaceX, invece, ha sviluppato competenze particolarmente difficili da replicare nella produzione e nel lancio di vettori spaziali, integrandole progressivamente con servizi di connettività e attività tecnologiche.

Questo modello può creare barriere all'ingresso significative.

Tuttavia, non dobbiamo confondere una barriera tecnologica con un monopolio economicamente garantito.

Il settore spaziale è caratterizzato da rischi tecnici, investimenti ingenti, dipendenza dalle autorizzazioni e rapporti importanti con clienti pubblici.

La presenza di clienti governativi può rappresentare un'opportunità commerciale, ma anche una fonte di concentrazione dei ricavi e di esposizione alle decisioni politiche.

Allo stesso modo, le attività di intelligenza artificiale presentano prospettive di crescita rilevanti, ma richiedono risorse finanziarie e competono con operatori già molto capitalizzati.

Conclusione: SpaceX può cambiare un settore, ma quanto vale per l'investitore?

SpaceX è un caso particolarmente interessante perché combina tre caratteristiche raramente presenti nella stessa azienda: capacità industriale avanzata, infrastrutture di comunicazione globali e investimenti in tecnologie digitali.

La possibilità di produrre internamente una parte rilevante delle infrastrutture utilizzate può costituire un vantaggio competitivo, soprattutto quando consente economie di scala e servizi difficilmente replicabili.

Ma la forza tecnologica non elimina il rischio finanziario.

Per comprendere se SpaceX rappresenti un investimento interessante occorre osservare l'evoluzione dei ricavi organici, la redditività dei diversi segmenti, il fabbisogno di capitale, la generazione di cassa e il rapporto tra queste grandezze e la valutazione di mercato.

Il punto non è stabilire se Elon Musk riuscirà a realizzare tutte le proprie ambizioni. È capire quale parte di quelle ambizioni sia già incorporata nel prezzo delle azioni e quanto valore economico aggiuntivo possa essere effettivamente generato.

Perché sui mercati finanziari non basta individuare l'azienda che potrebbe costruire il futuro: bisogna anche evitare di pagare oggi un prezzo che presuppone che quel futuro sia già diventato realtà.